Slogan, striscioni, interventi di protesta per oltre due ore davanti alla statua di Marco Aurelio in piazza del Campidoglio a Roma, per dire no all’inceneritore di Santa Palomba, che ha visto ieri il Sindaco Roberto Gualtieri posare simbolicamente la prima pietra.
Circa 1000 persone hanno manifestato questa mattina davanti al palazzo senatorio del Campidoglio, sfidando anche la pioggia. Una folla variegata, tanti comitati di cittadini che rivendicano un ambiente sano e responsabile al posto di un inceneritore che potrebbe causare danni all’ambiente e alle persone.

Il braccio di ferro tra i cittadini contrari a questo progetto e il sindaco di Roma, va avanti, nonostante ieri il primo cittadino capitolino si sia presentato a Santa Palomba per posare simbolicamente la prima pietra di questa contrroversa e contestata opera che vedrà la luce, se vostruito, entro la fine del 2029.

Un gesto quello di Gualteri, probabilmente studiato per anticipare la manifestazione già indetta dall’Unione dei Comitati contro l’inceneritore per questa mattina in Campidoglio.
Slogan, interventi dei vari rappresentanti dei comitati che continuano a sostenere la nocività di questo impinato, ma soprattutto il controverso iter che lo ha contraddistinto. Per il Comitato No Inceritore a Santa Palomba quella di ieri è stata “Una messa in scena di Gualtieri, una delle immagini più ridicole nella storia dell’amministrazione capitolina. Non ha nulla in mano se non la prosetittiva di un imminente raffica di ordini di garanzia” . Ma la dura reprimenda non si è limitata a questo “Sappiamo che ci sono reati da perseguire. Una montagna di reati, Per questo organizzeremo una manifestazione a piazzale Clodio presso la Procura della Repubblica di Roma” Hanno aggiunto i referenti del Comitato No Inceneritore a Santa Palomba.

Prosegue dunque la battaglai tra la comunità dei Castelli Romani e di Roma sud che non vuole che questo progetto venga realizzato, che fisicamente sta impedendo che vengano realizzati i lavori sul fosso di cancellieria, al centro della vicenda progettuale dell’inceneritore oggetto delle denuncie e degli esposti che riguardano più complessivamente il progetto stesso di questo inceneritore, che vale la pena ricordare, brucerà qualsiasi tipo dirifiuto che arrivi dalla Capitale, che a questo punto ha archiviato la possibilità di fare una raccolta differenziata puntuale, come accade ormai in tutto il Lazio, smaltendo solo l’indifferenziato.

Raccogliere tutto e bruciare tutto questo il mantra dell’amministrazione capitolina, il più lontano possibile dalla città eterna, meglio se in provincia, con buon pace dei cittadini dei Castelli Romani e dell’area a sud di Roma.

Nel frattempo il Movimento 5 Stelle ha presentato un esposto alla Corte dei Conti, il terzo, sostenendo la protesta in Campidoglio dei cittadini. “Evidenzieremo ulteriori aspetti del progetto che riteniamo assai critici – hanno affermato consigliera capitolina ed ex sindaca Virginia Raggi, la consigliera del municipio IX Carla Canale, Stefano Rosati, capogruppo M5S Municipio IV, Dario Tamburrano, europarlamentare – Tra questi c’è il tema del project financing e delle modifiche inderogabili imposte dall’Europa, quello dei conflitti di interessi incrociati e, infine, un approfondimento sul fabbisogno idrico. Per questo rimaniamo veramente sorpresi che, nonostante le indagini in corso della Procura e della Corte dei Conti, il sindaco Gualtieri, annunci in pompa magna l’inizio del cantiere”.

Mentre la Sindaca di Pomezia, Veronica Felici ha parlato di “arroganza di Gualtieri”. Per Ina Camilli del Comitato Residenti Colleferro “Siamo al paradosso politico. Il Sindaco di Roma e della Città metropolitana, Gualtieri, punta sull’inceneritore di Albano per rivincere le prossime elezioni, mentre il suo vice metropolitano e Sindaco di Colleferro, Sanna, aveva puntato sulla chiusura degli inceneritori per vincere le amministrative nel suo Comune“
La protesta in Campidoglio non resterà, dunque, un episodio isolato visto che i cittadini e i comitati, sostenuti anche da partiti e alcuni sindaci dei territori, sono intenzionati ad andare fino in fondo per evitare che il territorio a sud della Capitale diventi la discarica di Roma.






