Le reazioni di protesta sono veementi e senza giri di parole. Arrivano dal Movimento 5 Stelle, da consiglieri comunali di Pomezia, dall’Unione dei Comitati per il no all’inceneritore, dai candidati sindaci dei comuni dei Castelli. Il sindaco di Roma, Gualtieri, ha posto la prima pietra, un gesto simbolico ma allo stesso tempo anche di provocazione nei confronti dei cittadini e dei residenti di Pomezia e dei Castelli Romani che da anni si stanno battendo contro la realizzazione di questo inceneritore che brucerà 600 mila tonnelate di rifiuti non diffederenziati, il cosiddetto tal quale.
Mentre il sindaco Gualteri sostiene che l’impianto è sicuro e le emissioni saranno oltre che controllate, minime, dall’altra parte arrivano le critiche. “Arriva Gualteri a mettere la prima pietra su una montagna di reati. La giustizia arriverà . Le comunità ribelli saranno presenti in Campidoglio dalle 11” Ha affermato l’Unione dei Comitati contro l’inceneritore che ieri mattina ha manifetato durante la posa della prima pietra.

Le reazioni della politica
All’eco dei no si sono aggiunti quelli dei 5 stelle di Pomezia. “Una vera e propria passerella politica, “sponsorizzata” dal governo Meloni e dalla Regione Lazio, che viene spacciata per una svolta green ma che nasconde una realtà ben diversa.
Gualtieri ha il coraggio di parlare di “ampio consenso”, offendendo anni di lotte, firme raccolte, esposti di comitati, associazioni e sindaci dei territori coinvolti, che non ha mai voluto incontrare.
Ma la propaganda si scontra con i fatti.” afferma il Movimento 5 Stelle pometino che aggiunge “Il bilancio dopo quasi una consiliatura è fallimentare: nessun ciclo ordinario autosufficiente, logica emergenziale perenne sulla pelle dei cittadini e della Provincia di Roma Sud e un inceneritore che resta una promessa lontana, anacronistica e già nel mirino della Corte dei Conti per l’acquisto dei terreni. Mentre la politica si fa i selfie con la prima pietra, Roma continua a affogare tra i rifiuti, le deroghe e le ordinanze speciali. Una vergogna.“
A seguire anche quelle di Eleonora Napolitano, consigliera indipendente di Pomezia. “Sono contraria a questo impianto dal primo momento – e più volte ho avuto modo di ribadirlo anche in Consiglio Comunale – perché il termovalorizzatore è una tecnologia obsoleta: lo dice l’Europa stessa, che li esclude dai progetti finanziabili perché dannosi per l’economia circolare. Bruciare rifiuti significa rinunciare a costruire un sistema migliore. Ma c’è anche il metodo. Gualtieri, da commissario straordinario per il Giubileo, ha gestito i rifiuti di Roma con poteri speciali, bypassando il normale contraddittorio istituzionale. E il Piano Rifiuti Rocca non ha corretto nulla: ha incorporato il piano di Gualtieri senza modifiche, ratificandolo invece di bilanciarlo. Una scelta politica travestita da vincolo giuridico. Questo non è governare. È imporre.“
Dello stesso tenore i commenti di Zuccalà (5 Stelle), Zeppieri. Ma questa posa della prima pietra ha infuocato la campagna elettorale ai Castelli Romani, nei comuni di Albano, Ariccia e Genzano.
L’inceneritore infiamma la campagna elettorale
I tre candidati sindaci di centro destra, Ferrarini, Staccoli e Papalia, espressione di Fratelli d’Italia, che in regione ha approvato il piano dei rifiuti che comprende anche l’inceneritore di Santa Palomba hanno espresso la loro contrarietà a questo progetto.
“Un atto di prepotenza istituzionale che calpesta la dignità di un intero territorio e dei suoi abitanti. Oggi il Sindaco di Roma e il Partito Democratico hanno gettato la maschera inaugurando un cantiere imposto dall’alto, nel totale disprezzo delle comunità locali. Gualtieri ha scelto la via del fatto compiuto perché sa di essere dalla parte del torto: sta tentando di risolvere il fallimento dei rifiuti della Capitale scaricandone l’impatto sul nostro territorio.” hanno detto aggiungendo
“Mentre noi lottiamo per tutelare l’ambiente e l’economia locale, Gualtieri e i suoi sodali decidono di condannarci a un mega-impianto che non porterà benefici, ma solo svalutazione e preoccupazione. Domani mattina torneremo a pretendere un incontro in Campidoglio pur sapendo che l’arroganza di questa amministrazione preferisce barricarsi nei palazzi piuttosto che ascoltare i Sindaci del territorio, ma non faremo un passo indietro. I cittadini devono sapere che i Castelli non sono la discarica di Gualtieri“. Hanno concluso senza però fare nessun passaggio verso la Regione che ha approvato il piano dei rifiuti che contiene anche l’inceneritore di Santa Palomba.
Sullo stesso tenore Massimiliano Borelli candidato sindaco di Albano del PD che è stato sempre contrario a questo progetto e che ci ha messo la faccia da Sindaco partecipando alle iniziative dei comitati, promuovendo azioni contro il progetto Gualtieri. “Su quest’opera la mia posizione è sempre stata chaira e continua ad esserlo. Difendere il territorio di Albano e dei Castelli Romani, le preoccupazini dei cittadini e il diritto delle comunità locali ad essere ascoltate. Per difendere Albano non bastano slogan polemiche o post indignati a pochi giorni dal voto. Servono credibilità , rapporti istituzionali, autorevolezza.”
Questa mattina ci sarà la manifestazione di protesta sotto il Campidoglio dove comitati, politici, cittadini, partiti, faranno sentire la loro voce contro questo progetto che ai Castelli e sul litorale non vuole nessuno e sul quale aleggiano presenti abusi e irregolarità .





