Domenica 16 novembre, il Comitato per la Protezione dei Boschi ha organizzato un presidio nel centro storico di Nemi per discutere della crisi idrica e ambientale in corso, visto che il futuro del lago di Nemi e dei laghi dei Castelli Romani è sempre più incerto.
L’iniziativa, però, non ha avuto il permesso dell’amministrazione comunale, che ha ordinato di spostare la manifestazione in una piazzetta periferica, sostenendo una presunta sovrapposizione con altri eventi. Tuttavia, secondo gli organizzatori, sia piazza Umberto I sia piazza Roma erano totalmente libere durante l’orario inizialmente previsto.

Nonostante le restrizioni, decine di persone hanno partecipato all’iniziativa, con striscioni, cartelli e una mostra informativa. Durante l’assemblea pubblica, sono state reiterate le cause della drastica riduzione dei livelli dei laghi: cementificazione per fini immobiliari, prelievi idrici massicci da parte di ACEA, consumi eccessivi, una rete idrica che perde fino al 78% (a Nemi), crisi climatica, disboscamenti incontrollati, e un turismo sempre più intensivo. Il quadro potrebbe peggiorare ulteriormente con l’arrivo dell’inceneritore, progetti residenziali e trivellazioni geotermiche.
Il Comitato sottolinea come i comuni abbiano ottenuto milioni di euro per promuovere il turismo attorno ai laghi, che però in un solo anno hanno perso metri cubi d’acqua significativi. Si richiama poi la recente conferenza dell’AUBAC, che avrebbe dovuto fermare questo declino, senza risultati concreti.
Le accuse si allargano anche agli interventi considerati “ecosostenibili” dal comune di Nemi e dalla Città Metropolitana di Roma Capitale. Sono sostenibili, chiedono gli organizzatori, 365 metri di asfalto su un sentiero, 40 pali della luce su un lungolago, sbancamenti davanti al Museo delle Navi e altre opere che favoriscono solo la presenza turistica?
Il Comitato denuncia la mancanza di investimenti reali per affrontare i problemi ambientali, a fronte di milioni spesi per nuovi parcheggi, il “Parco Urbano della Conca del Lago” e progetti come “Sport Lineare”, accusati di essere pensati solo per fini privati e commerciali.
I partecipanti all’assemblea hanno quindi rilanciato la volontà di promuovere un corteo che attraversi il paese e si concluda sotto il municipio, dove chiedono risposte concrete al sindaco, incluso il blocco degli attuali progetti. Nei prossimi giorni sono previste nuove assemblee e iniziative dirette, tra cui una meditazione al lago e un corteo contro l’inceneritore di Albano.
Il Comitato per la Protezione dei Boschi dei Colli Albani conclude ribadendo la necessità di proseguire con le mobilitazioni per difendere il territorio.


