Il Direttivo della Federazione dei Castelli Romani del Partito Socialista Italiano ha approvato all’unanimità una mozione politica contro il termovalorizzatore di Roma. La decisione è stata assunta nel corso della riunione dello scorso 3 giugno e rappresenta, secondo quanto evidenziato dagli stessi socialisti, una delle prime prese di posizione ufficiali da parte di una forza politica negli organi territoriali competenti.
La mozione affronta il tema del termovalorizzatore partendo da una premessa chiara: la contrarietà all’impianto non viene considerata una battaglia di tipo NIMBY (“Not In My Backyard”, ovvero “non nel mio giardino”), ma una valutazione più ampia del contesto territoriale nel quale l’opera dovrebbe sorgere.
Secondo il PSI Castelli Romani, il quadrante sud della Città Metropolitana di Roma ha già sostenuto negli anni un peso significativo in termini di servitù ambientali e infrastrutturali a favore della Capitale. Per questo motivo, il progetto del termovalorizzatore viene letto all’interno di una serie di criticità che riguardano l’intero territorio.
Tra i punti evidenziati nella mozione figurano la richiesta di superamento della Legge Delrio, ritenuta responsabile di una eccessiva concentrazione di poteri in capo al sindaco di Roma quale presidente della Città Metropolitana, la tutela del paesaggio contro deroghe considerate eccessivamente invasive e la preoccupazione per la situazione delle falde acquifere, già messe sotto pressione dalla forte urbanizzazione degli ultimi anni.
I socialisti sottolineano inoltre il possibile impatto dell’impianto sul valore immobiliare dell’area e sullo sviluppo turistico dei Castelli Romani, territorio che punta sulla valorizzazione ambientale, culturale ed enogastronomica. Nella mozione viene ricordato anche il precedente della discarica di Roncigliano, indicata come una delle principali emergenze ambientali che il territorio ha dovuto affrontare negli anni.
Altre criticità riguardano il percorso autorizzativo dell’opera, con particolare riferimento alla dichiarazione di pubblico interesse che, secondo il PSI, avrebbe limitato il confronto con le comunità locali, e la vicinanza dell’impianto all’Ospedale dei Castelli.
«Queste ed altre analisi del contesto – si legge nella nota del Direttivo – hanno portato alla definizione della posizione ufficiale di contrarietà al termovalorizzatore di Roma».
La Federazione socialista dei Castelli Romani ribadisce quindi che chiunque intenda aprire un confronto politico con il partito sul territorio dovrà tenere conto della posizione ufficiale espressa nella mozione approvata all’unanimità dal Direttivo.





