La legge speciale su Roma Capitale, il peso della Regione Lazio, il ruolo delle Provincie sono stati gli argomenti al centro di alcuni dibattiti politici. I partiti si interrogano su quale modello di rappresentanza sia necessario per dare maggiore peso specifico ai comuni.
Nel Lazio il problema è acuito ancor di più, visto la presenza della Capitale che da sola fagocita la maggior parte delle risorse che la regione mette a disposizione.
Questo crea da sempre una disparità con il resto dei comuni e delle provincie. Una riflessione dunque è d’obbligo, anche a seguito dell’intervento del Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella che, intervento alla cerimonia inaugurale della 38° Assemblea nazionale delle Province d’Italia non ha usato mezzi termini sull’ancora incompiuto processo riformatore riguardante il funzionamento di tali enti territoriali.
Il Capo dello Stato, infatti, nel ricordare come le Province, unitamente ai Comuni, alle Città metropolitane e alle Regioni, siano elementi costitutivi della Repubblica, non ha potuto fare a meno di sottolineare la circostanza che la legge 7 aprile 2014, n. 56 (meglio conosciuta come legge Delrio), ha avviato un processo riformatore che tuttavia si è interrotto e non è stato ripreso, né compiuto.
Il Teatro Comunale “Luigi Pistilli” di Cori ha ospitato un incontro pubblico promosso dalla Federazione Provinciale del Partito Socialista Italiano “Sandro Pertini” e dalla sezione locale del PSI, dedicato a una storica battaglia socialista: il ripristino delle Province con elezione diretta.
Un tema che torna prepotentemente al centro dell’agenda politica, con una sala gremita di cittadini, amministratori locali e rappresentanti istituzionali.
I protagonisti dell’iniziativa
All’evento sono intervenuti:
- Gianfranco Schietroma, segretario regionale PSI
- Antonio Melis, segretario della Federazione Provinciale PSI di Latina
- Aristide Proietti, consigliere PSI del Comune di Cori
- Luana Campagna, consigliera PSI del Comune di Sermoneta
- Enzo Raponi, coordinatore PSI locale
La partecipazione numerosa ha confermato l’interesse diffuso verso una riforma capace di restituire centralità a un ente oggi percepito come indebolito e lontano dai bisogni reali delle comunità.
“Le Province devono tornare ai cittadini”
Durante il dibattito, gli interventi hanno messo in evidenza l’urgenza di ripensare l’assetto istituzionale creato dalla riforma Delrio: “La Regione non riesce a garantire risposte tempestive e adeguate ai territori. Le Province devono tornare a essere un riferimento concreto e vicino ai cittadini”, hanno affermato i relatori.
Il ritorno all’elezione diretta è stato indicato come condizione necessaria per assicurare:
- maggiore trasparenza nelle scelte;
- responsabilità politica chiara;
- partecipazione democratica;
- continuità amministrativa su infrastrutture, scuole, mobilità e pianificazione.
Un documento programmatico per aprire il confronto politico
La Federazione Provinciale del PSI ha annunciato la preparazione di un documento programmatico, che nascerà da una serie di incontri nei comuni del territorio e sarà sottoposto alle altre forze politiche per aprire un confronto ampio e costruttivo.
L’obiettivo: costruire una proposta condivisa per riportare le Province al centro della vita democratica e amministrativa.
Il messaggio finale: “La democrazia si costruisce dal basso”
La giornata si è chiusa con un messaggio chiaro, che ha fatto da filo conduttore a tutto l’incontro:
“La democrazia si costruisce dal basso. Il socialismo è partecipazione. Le Province devono tornare ai cittadini.”
Un impegno che il PSI rilancia con determinazione, convinto che solo attraverso un reale coinvolgimento dei territori si possano costruire istituzioni più efficaci, vicine e rappresentative.

Nel corso dell’Assemblea regionale di Azione Lazio, il segretario provinciale Arcangelo Palmacci è intervenuto sul delicato tema della riforma di Roma Capitale, evidenziando opportunità e criticità di un processo che potrebbe ridisegnare gli equilibri istituzionali dell’intera Regione.
Palmacci: “Roma centrale, ma il divario con le province non può aumentare”
Palmacci ha riconosciuto pienamente il ruolo centrale, istituzionale e internazionale della Capitale. Tuttavia, ha sottolineato come il conferimento di nuovi poteri a Roma, senza adeguati interventi di riequilibrio, rischi di creare un effetto collaterale pericoloso: “Una riforma che rafforza esclusivamente la Capitale rischia di trasformarla in uno Stato nello Stato, lasciando le province in una condizione di crescente marginalità”.
Per questo, secondo il dirigente di Azione, occorre affiancare alla riforma un piano strutturato di investimenti e infrastrutture in grado di sostenere tutte le province e costruire un modello regionale realmente policentrico.
Un nuovo equilibrio per il Lazio: infrastrutture, servizi e sviluppo territoriale
Palmacci ha elencato alcune opere strategiche necessarie per garantire un riequilibrio reale tra Roma e il resto del Lazio:
- Valmontone–Cisterna–Fiumicino, secondo anello a supporto della mobilità romana;
- Fondi–Ceprano, tratto fondamentale della trasversale Tirreno–Adriatica;
- Alta Velocità, con la stazione TAV di Ferentino e lo sviluppo dell’aeroporto di Frosinone come nodo integrato;
- Rafforzamento delle reti ferroviarie interprovinciali;
- Valorizzazione dei porti di Civitavecchia e Gaeta, pensati come porti della Capitale;
- Potenziamento dei poli sanitari provinciali per ridurre la pressione sulle strutture romane.
Secondo Palmacci, investire nelle province significa creare alternative reali alla concentrazione di servizi nella Capitale, garantendo sviluppo, qualità della vita e competitività.
La questione della rappresentanza: “L’80% del Consiglio regionale è eletto a Roma”
Una parte centrale dell’intervento ha riguardato la scarsa rappresentanza territoriale all’interno del Consiglio regionale:
“Oggi circa l’80% dei consiglieri regionali è eletto nella sola città di Roma. Serve un riequilibrio reale”.
Per questo Palmacci propone:
- una Camera consultiva dei territori;
- una Conferenza permanente delle province del Lazio con funzioni vincolanti;
- il decentramento di enti e funzioni regionali;
- un Fondo di sviluppo territoriale dedicato.
Azione: “Una riforma per tutto il Lazio, non solo per Roma”
“La riforma di Roma Capitale è una sfida per l’intero Lazio” ha dichiarato Palmacci ribadendo la volontà di Azione, sia a livello provinciale che locale, di affrontare il tema con serietà e visione.
“Solo un Lazio più equilibrato e policentrico potrà garantire uno sviluppo realmente sostenibile e inclusivo”.


