Il 21 aprile, a ridosso delle celebrazioni per la Liberazione, il gruppo di Velletri Big Cedars ha rilasciato il nuovo singolo “Resisto”, un brano che nasce dall’urgenza di trasformare il 25 Aprile da semplice ricorrenza storica in un atto di impegno civile presente. Attraverso un intreccio di voci familiari, la band ha scelto la via della musica militante per contrastare quella che definiscono una preoccupante “ondata nera” e un’abitudine sociale all’orrore delle guerre. Il brano non è solo una canzone, ma un grido d’aiuto della Pace stessa, lanciato proprio nei giorni in cui la memoria della Resistenza deve farsi argine contro le derive del presente.
I Big Cedars sono un gruppo musicale formato da i fratelli Cedroni, Graziano, Lorenzo e Irene e gli autori del loro singolo sono: BIG CEDARS: Graziano Cedroni Lorenzo Cedroni Irene Cedroni Musicisti: Roberto Sabbi (batteria) Simone Ceracchi (Basso elettrico) Stefano Candidda (chitarra elettrica e acustica) Doriano Prati (Fisarmonica) Cristina Picca (violino)
Cosa rappresenta “Resisto”: i significati nel testo
Scavando tra le strofe del brano, emergono concetti potenti che l’autore ci ha aiutato a trovare, legandoli a una visione del mondo ferma e coraggiosa:
- Il rifiuto dell’apatia: “Il silenzio non l’ho mai capito” Questo verso è il pilastro della canzone. Ai nostri microfoni, l’artista ha ribadito: “Bisogna per forza cercare di contrastare questa scia di violenza. Il silenzio non l’ho mai capito: come si può restare inermi dinanzi a centinaia di migliaia di persone uccise?”. La canzone diventa quindi un atto di rottura contro l’indifferenza.
- La Pace che chiede aiuto Nel testo, la Pace non è una bandiera che sventola, ma una figura stremata: “Dà un grido fioco ma importante d’aiuto. È la pace che chiede aiuto ai popoli per dire: ‘Smettetela’. Siamo negli anni in cui l’intelligenza dovrebbe fare la differenza, invece a quanto pare ha peggiorato la situazione”.
- La doppia anima del titolo: “Resisto” Il titolo è un messaggio duttile. Rappresenta il giovane che non si piega alla propaganda dei media, ma è anche la voce della Pace stessa. L’autore ci ha confidato che il motore principale sono stati proprio i ragazzi: “Mi ha spinto la grande affluenza dei giovani ai referendum. Quando dico ‘Resisto’, sono io come giovane, ma è anche la pace che non molla e cerca di riportare un mondo che resiste”.
- Il ruolo dell’Arte contro “l’orrore quotidiano” L’intervista si è chiusa con una riflessione amara sulla musica attuale, che spesso inneggia a violenza e armi. “Ci stiamo abituando all’orrore e non è una casualità. La musica di oggi racconta l’orrore come quotidianità. Bisognerebbe tornare al ‘Villaggio Globale’ e dare il nome giusto alle cose”.






