Nazzareno Ranaldi, consigliere comunale del gruppo PerLatina2032, ha chiarito i motivi che hanno portato la sua lista ad astenersi durante il voto in Consiglio Comunale a Latina per il recepimento della Legge Regionale n. 12/2025 sulla rigenerazione urbana. La posizione di PerLatina2032 non è frutto di opposizione agli obiettivi della rigenerazione urbana, ma nasce da una questione di metodo, istituzionale e di governo democratico del territorio.
Ranaldi sottolinea che la legge regionale è stata votata senza un MasterPlan approvato dal Consiglio, elemento che lascia priva di riferimento regolativo la città. Il Comune, secondo il consigliere, non era obbligato a recepire la legge, ma poteva intervenire autonomamente per adottare criteri di sostenibilità e proteggere i contesti più sensibili.
“Il Consiglio comunale non può limitarsi a svolgere un ruolo notarile o difensivo rispetto alla normativa regionale, ma deve tornare a essere il luogo dove si definiscono le strategie, le regole e le priorità della rigenerazione urbana“, dichiara Ranaldi.
Nel dettaglio, il recepimento della legge regionale esclude temporaneamente l’applicazione degli interventi in specifici ambiti, come il Nucleo Storico di Latina e la Marina di Latina, o su edifici d’interesse storico, in attesa dell’approvazione dei relativi programmi di rigenerazione. Si tratta di cambiamenti strutturali che riguardano la vita quotidiana dei cittadini e incidono sull’assetto urbano, sulla dotazione di servizi e sulla qualità degli spazi pubblici.
Il consigliere pone l’accento sulla mancanza di dibattito pubblico, citando l’avvio delle istruttorie in maniera frettolosa e senza adeguato coinvolgimento degli ordini professionali. Insiste sulla necessità di dotarsi di luoghi permanenti di confronto come la Casa dell’Architettura o l’Urban Center per integrare amministrazione, cittadini e professionisti.
Ranaldi richiama inoltre la recente sentenza della Corte Costituzionale che ribadisce come il cambiamento di destinazione d’uso e significativi incrementi volumetrici richiedano il controllo del Consiglio comunale e non possano essere automatismi edilizi. Secondo il consigliere, la nuova normativa regionale amplia le premialità edilizie e gli incentivi, ma senza visione condivisa e pianificazione, rischia di alterare profondamente l’equilibrio della città.
Ranaldi conclude auspicando maggiore partecipazione delle realtà locali e dei cittadini nelle decisioni di rigenerazione urbana, così che le scelte sulle trasformazioni della città avvengano con ordine, trasparenza e coinvolgimento.


