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Ambiente

Rocca di Papa: tagliato il 23% dei boschi comunali in cinque anni, cresce la protesta

Di Eugenio Siracusa • • • Prima pagina

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Il Comitato per la Protezione dei Boschi dei Colli Albani denuncia che il Comune di Rocca di Papa ha tagliato il 23% dei propri boschi comunali negli ultimi cinque anni. Il tema è centrale nella richiesta del Comune di rinnovo della certificazione di sostenibilità ‘PEFC’ e nell’intenzione di ottenere anche il marchio ‘FSC’, per cui sono già stati investiti circa 60 mila euro.

L’allarme arriva a seguito di un incontro online convocato dall’amministrazione comunale il 4 settembre, durante il quale il Comitato e altre associazioni sono state invitate a presentare osservazioni. Secondo un nuovo studio del dott. Corrado Alessandrini, durante il periodo di validità della certificazione PEFC (2019-2024) sono stati sottoposti a taglio ceduo 323 ettari di bosco, equivalenti a circa 540 campi da calcio. Negli anni precedenti (2017-2022), pur con i rallentamenti dovuti alla pandemia, il taglio aveva interessato 194 ettari, pari al 14% del territorio boschivo comunale.

Il Comitato sottolinea come nel complesso, nell’ultimo decennio, si sia arrivati al 37% del patrimonio boschivo scomparso. A fronte di questi numeri, la vendita di legname porta nelle casse comunali un ricavo lordo di 8 euro ad albero di castagno, definito “scarso” dagli attivisti.

Durante l’incontro, il Comitato ha chiesto la presentazione di studi sull’impatto ambientale, dati sui controlli, bilanci economici rapportati alla gestione privata dei boschi e valutazioni sulle variazioni di biodiversità. Secondo quanto riportato dal comunicato, a queste domande non sarebbero state fornite risposte precise.

Preoccupazione anche per le modalità dei tagli: sono stati citati danni a sentieri come la via Francigena e l’Ippovia e l’apertura di cantieri con ruspe e mezzi pesanti in aree particolarmente delicate. In merito a sanzioni comminate per tagli eccessivi (in particolare, oltre 10 ettari vicino Fontan Tempesta), il Comitato giudica insufficiente la multa di 2.000 euro applicata.

Il piano di gestione forestale (PGAF) vigente, secondo il Comitato, prevede il taglio del 50% dei boschi a fine turno. Con questa progressione, “tra il 2019 e il 2038” potrebbe essere abbattuto il totale dei 1.300 ettari comunali. Gli attivisti annunciano per sabato 10 ottobre un corteo di protesta, con partenza alle 10 in piazza Di Vittorio ai Campi d’Annibale e arrivo sotto la sede dell’Ente Parco, chiedendo che venga invertita la rotta nella gestione delle risorse ambientali pubbliche.

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