I consiglieri comunali di minoranza Maurizio Caliciotti, Leonardo Caliciotti e Maria Grazia Gabrielli, di Lariano, hanno deciso di non partecipare all’inaugurazione della “Sagra del Fungo Porcino”, in programma il 10 settembre, declinando l’invito ricevuto dal sindaco il 28 agosto.
Una scelta che i tre consiglieri definiscono «politica e istituzionale» e che, precisano, non è rivolta contro le associazioni, i volontari e tutte le persone impegnate nell’organizzazione della manifestazione.
Il nodo della contestazione riguarda invece il percorso che ha portato la storica Sagra, dopo 34 anni, a svolgersi quest’anno al di fuori del territorio di Lariano.
«Il Consiglio comunale avrebbe dovuto essere coinvolto»
Secondo i consiglieri di opposizione, proprio la perdita della manifestazione avrebbe dovuto rappresentare per l’Amministrazione comunale «un momento di particolare responsabilità istituzionale».
La minoranza sostiene che sarebbe stato necessario coinvolgere l’intero Consiglio comunale, compresi i consiglieri di opposizione, nella ricerca di una soluzione capace di salvaguardare la manifestazione e consentirne la permanenza a Lariano.
«Il Consiglio comunale rappresenta l’intera comunità e una vicenda che riguarda una manifestazione con 34 anni di storia, profondamente legata all’identità della nostra città, avrebbe meritato un confronto istituzionale ampio e condiviso», affermano i consiglieri.
Un confronto che, secondo la minoranza, «non c’è stato».
L’accesso agli atti del 24 giugno
A pesare sulla decisione di non partecipare all’inaugurazione c’è anche, secondo i consiglieri, la mancata risposta a una richiesta di accesso agli atti presentata il 24 giugno scorso.
L’istanza era finalizzata a ottenere documentazione e informazioni sulle interlocuzioni intercorse, sugli incontri, sulla corrispondenza con l’associazione, sulle eventuali proposte alternative, sugli atti adottati e sulle iniziative alternative o sostitutive della manifestazione.
«A quasi tre mesi di distanza, non abbiamo ricevuto alcun riscontro», denunciano Caliciotti, Caliciotti e Gabrielli.
Per la minoranza, quindi, non solo non ci sarebbe stato un coinvolgimento nella ricerca di una soluzione, ma mancherebbero ancora gli elementi documentali necessari a comprendere «cosa sia accaduto, quali interlocuzioni siano intervenute, quali soluzioni siano state valutate e per quali ragioni non sia stato possibile salvaguardare la storica Sagra a Lariano».
«La trasparenza dovrebbe essere un punto di partenza»
I consiglieri ribadiscono che il confronto tra maggioranza e minoranza può avvenire anche nel dissenso, ma su una vicenda considerata direttamente legata alla storia e all’identità della comunità «il confronto istituzionale e la trasparenza dovrebbero essere un punto di partenza, non un elemento successivo o eventuale».
Da qui la decisione di non partecipare all’inaugurazione della nuova manifestazione.
Una scelta che, precisano, «non è contro Lariano, né contro la nuova manifestazione e tantomeno contro le persone che vi stanno lavorando».
«È una scelta politica e istituzionale – spiegano – attraverso la quale intendiamo sottolineare la necessità di chiarezza su una vicenda che non può essere semplicemente archiviata».
La questione approderà in Consiglio comunale
La minoranza annuncia infine che porterà la vicenda all’attenzione del Consiglio comunale, chiedendo all’Amministrazione di fornire i chiarimenti necessari e di mettere a disposizione la documentazione richiesta.
L’obiettivo dichiarato è comprendere come si sia arrivati alla situazione attuale e perché, dopo 34 anni, la storica Sagra del Fungo Porcino non si svolga più a Lariano.
«Prima ancora di discutere di una nuova Sagra – concludono i consiglieri – riteniamo doveroso comprendere come sia stato possibile perdere, dopo 34 anni, quella storica».






