Domenica 3 agosto 2025, alle ore 21.00, i giardini comunali di Piazza della Libertà ospiteranno una serata speciale interamente dedicata all’orso marsicano, animale simbolo dell’Appennino e della biodiversità del Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise.
L’evento, che inaugura la nuova edizione della rassegna Spazionatura, unirà letteratura, documentario e riflessione culturale in un unico momento di comunità, con protagonisti l’autore Ciro Castellucci e il giornalista Luca Leone.
“Salvate Tata Urze”: debutta il libro di Ciro Castellucci
Cuore della serata sarà la presentazione ufficiale del libro “Salvate Tata Urze”, scritto da Ciro Castellucci. Il volume è il risultato di anni di ricerche e osservazione, ed è dedicato all’orso marsicano come figura naturale, culturale e simbolica.
Il libro nasce proprio dopo la proiezione dell’omonimo documentario, avvenuta lo scorso anno nello stesso luogo. In quella occasione Castellucci annunciò pubblicamente il progetto editoriale, oggi finalmente compiuto.
Il racconto dell’orso come racconto di noi stessi
Ad arricchire l’incontro sarà l’intervento di Luca Leone, giornalista e curatore del Museo del ’900 e della Memoria Contadina di San Donato, che proporrà una riflessione sull’identità territoriale, culturale e antropologica della Valle di Comino, con l’orso come elemento chiave di un legame antico tra uomo e natura.
“Raccontare l’orso significa anche raccontare noi stessi. È un modo per custodire il legame tra cultura, paesaggio e comunità”, ha dichiarato Leone.
Una rassegna per riscoprire natura e paesaggio
Dopo questo primo appuntamento, Spazionatura 2025 continuerà con altri due incontri dedicati all’aquila reale e al Vallone Lacerno, consolidando un percorso di conoscenza del paesaggio e della sua vita selvatica attraverso linguaggi narrativi accessibili e coinvolgenti.
La Valle di Comino si racconta con autenticità
San Donato Val di Comino, incastonato nel versante laziale del Parco Nazionale, rappresenta un esempio concreto di come le comunità dell’entroterra possano puntare su sostenibilità, filiere corte, innovazione rurale e artigianato locale. Un territorio che non si presta a narrazioni turistiche precostituite, ma si racconta da sé, con la propria voce e la forza della sua identità autentica.







