Continua la richiesta di ascolto da parte dei Comitati civici alla Commissione Sanità del Consiglio regionale del Lazio sui problemi della ASL Roma 5. È la terza volta che Forum per il Diritto alla Salute e Medicina Democratica sollecitano formalmente un’audizione, puntando il dito contro la mancata volontà politica al dialogo con la cittadinanza organizzata.
Il quadro tracciato dai rappresentanti del Comitato Salute ed Ambiente Asl Rm5 e dal coordinamento territoriale a difesa dell’ospedale di Colleferro è allarmante: le criticità, denunciate già dieci anni fa e oggetto di un esposto alla Procura di Tivoli, si sono consolidate trasformandosi in un’emergenza cronica, in particolare per il polo ospedaliero Colleferro-Palestrina nella ASL Roma 5.
Tra le principali problematiche evidenziate dalle associazioni: carenza di personale sanitario, soprattutto nei Pronto Soccorso e nei reparti di anestesia, rianimazione, terapia intensiva e diagnostica per immagini.
Una situazione che penalizza pazienti e operatori sanitari, costretti a sostenere turni massacranti e operare in condizioni di sovraccarico ormai permanente.
I sindacalisti nazionali dei medici dell’emergenza hanno ribadito la necessità di risorse adeguate e interventi immediati: “Servono risorse adeguate per tamponare la cronica carenza di organico, migliorare i trattamenti economici e rendere più attrattivi i percorsi di carriera”. Tuttavia, persiste tra i lavoratori un atteggiamento di attesa rassegnata, quasi in attesa di un cambiamento che tarda ad arrivare.
La nota sottolinea come le responsabilità non ricadano solo sulla Regione Lazio, ma anche sui sindaci che non utilizzano appieno gli strumenti amministrativi disponibili né favoriscono la creazione di una rete territoriale con un patto tra Comuni.
La frammentazione, denunciano i comitati, indebolisce l’efficacia delle azioni e lascia irrisolte situazioni critiche quali la riduzione dei posti letto e le lunghe liste d’attesa.
Le conseguenze per i cittadini sono pesanti: chi può permette si rivolge al privato o stipula polizze assicurative; chi non dispone di risorse adeguate rischia di dover rinunciare alle cure o affrontare attese incompatibili con il proprio stato di salute. Aumentano così i “viaggi della speranza” verso Roma o altre regioni dove però le strutture sono ormai anch’esse sotto pressione.
I sottoscrittori del comunicato non intendono fermarsi: chiedono soluzioni urgenti e una vera riforma del Servizio Sanitario Nazionale, ricordando che “I diritti fondamentali garantiti dalla Costituzione alla persona, soprattutto in condizione di emergenza-urgenza, non possono essere messi in discussione dai limiti imposti dai bilanci regionali o statali”.



