La proposta per umanizzare e rendere più sicure le cure destinate ai detenuti è stata portata al centro del secondo tavolo tecnico sulla sanità penitenziaria dal Direttore Sanitario della Asl Roma 6, Vincenzo Carlo La Regina.
L’incontro, tenutosi all’interno del carcere di Velletri, ha visto coinvolte numerose istituzioni e l’illustrazione di azioni già operative da parte della UOSD Sanità Penitenziaria guidata dalla dottoressa Diaco.
Il progetto cardine, presentato dal dottor La Regina, prevede la costruzione di percorsi personalizzati per i detenuti-pazienti, con l’obiettivo di favorire non solo la tutela della salute ma anche un’effettiva possibilità di reinserimento sociale.
Il modello si fonda sulla collaborazione tra vari soggetti: oltre alla Asl Roma 6, promotrice e responsabile, sono coinvolti il dottor Anastasia, garante regionale dei detenuti, il Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria e l’Istituto Nazionale Migrazioni e Povertà (INMP).
La volontà condivisa è di rendere l’esperienza di Velletri una best practice a livello nazionale, rendendo il modello facilmente replicabile in altre strutture carcerarie italiane. Il primo passo concreto sarà la costituzione di un gruppo di lavoro dedicato, in cui ogni ente apporterà il proprio contributo specialistico.
“La nostra è una contaminazione di conoscenze – ha sottolineato il Direttore La Regina – in cui ogni istituzione partecipante mette a disposizione la propria competenza, intervenendo nel processo riabilitativo, attraverso l’opera dei professionisti al servizio dei pazienti detenuti. Sono felice dell’approvazione unanime di questo progetto, che vedrà il coinvolgimento anche dell’INMP diretto dal dottor Camponi che ben conosce le dinamiche del territorio e le esigenze di questa fascia fragile di cittadini, che oltre le cure ha bisogno anche di un percorso di reinserimento in società”.
La strategia è quella di creare una rete nella quale il percorso sanitario e quello sociale procedano insieme, riconoscendo il detenuto come individuo al centro di un sistema di diritti e tutele. L’iniziativa punta a superare la frammentazione attuale, favorendo il rientro nella società e valorizzando il ruolo delle istituzioni nella costruzione di un nuovo modello di assistenza penitenziaria.


