La firma del decreto governativo che rende operativa la Zona Logistica Semplificata (ZLS) nel Lazio continua a suscitare reazioni politiche. Tra queste, arriva la posizione del segretario provinciale del Partito Democratico, Omar Sarubbo, che pur riconoscendone l’utilità, smonta i toni trionfalistici con cui il centrodestra sta commentando la notizia.
«L’istituzione ufficiale della ZLS nel Lazio è un fatto positivo — afferma Sarubbo — ma non nasce oggi: il percorso è stato avviato nel 2022 dalla giunta Zingaretti con il Piano di Sviluppo Strategico che ha dato impulso all’integrazione tra aree industriali e portuali».
Un richiamo al lavoro già impostato dal precedente governo regionale, che aveva tracciato la strada oggi portata a compimento.
“Toni trionfalistici fuori luogo: la vera sconfitta è la mancata ZES”
Il segretario dem respinge con forza la narrazione celebrativa di Fratelli d’Italia e della maggioranza regionale:
«Le dichiarazioni di queste ore sono un tentativo goffo di coprire un fallimento ben più grande: la mancata istituzione della Zona Economica Speciale, quella sì una vera occasione storica perduta dopo anni di promesse».
Una valutazione che trova conferma — sottolinea Sarubbo — anche in casa centrodestra:
«Lo stesso Claudio Durigon, sottosegretario e vicesegretario della Lega, ha ammesso che la ZLS non può rilanciare il tessuto produttivo del Lazio. E Forza Italia continua a presentare mozioni per chiedere la ZES nei Comuni pontini».
ZLS vs ZES: “La differenza è enorme”
Sarubbo chiarisce la differenza sostanziale tra gli strumenti:
- La ZES avrebbe offerto incentivi fiscali, crediti d’imposta, sgravi sul lavoro, tempi certi e una capacità reale di attrarre investimenti industriali.
- La ZLS, invece, si limita a semplificazioni procedurali e logistiche, senza pacchetti fiscali né un impatto sufficiente per competere con altre regioni.
«La ZLS riguarda solo metà dei Comuni della provincia — spiega — e non è ciò di cui il territorio ha bisogno. La montagna ha partorito il topolino».
Latina scivola all’85° posto per qualità della vita
Sarubbo collega il tema anche ai dati allarmanti sulla qualità della vita:
«La provincia di Latina scivola all’85° posto nella classifica Italia Oggi–Sapienza. È la conferma del declino sociale ed economico che la destra continua a ignorare».
“Continueremo a batterci per misure vere e strutturali”
Il Partito Democratico annuncia battaglia istituzionale:
«Continueremo a lavorare in Parlamento, in Regione e in ogni sede possibile per portare vere misure di sviluppo nelle aree produttive in crisi. È una battaglia che riguarda il futuro dell’intera provincia».


