Europa Verde presenta un’interpellanza al Comune di Terracina e chiede l’accesso agli atti sul Programma Integrato d’Intervento di Scafa di Ponte. Al centro dell’iniziativa c’è il provvedimento con cui la Regione Lazio, con la deliberazione n. 22 del 22 gennaio 2026, ha approvato il programma in variante al Piano Regolatore vigente, introducendo modifiche, prescrizioni, condizioni e raccomandazioni.
Il procedimento era proseguito dopo la discussione e la votazione delle osservazioni avvenute nel Consiglio comunale del 16 aprile 2024. Ora Europa Verde chiede all’Amministrazione comunale di chiarire diversi aspetti relativi alla sostenibilità urbanistica, infrastrutturale ed economica dell’intervento.
Una nuova edificazione da 53mila metri cubi
Secondo quanto evidenziato da Europa Verde, il progetto prevede 53mila metri cubi di nuova edificazione, resa possibile da una variante urbanistica che amplia l’area edificabile dagli originari 3.695 metri quadrati previsti dal PRG a 54.302 metri quadrati.
L’associazione contesta in particolare la trasformazione di una parte dei 134.216 metri quadrati originariamente destinati a verde pubblico. Nell’ambito dell’intervento sono previsti, tra le altre opere, un parco attrezzato di 88.682 metri quadrati, distante circa 12 chilometri dal centro cittadino, 7.240 metri quadrati di parcheggi pubblici e il primo tratto della strada di collegamento, prevista dal PRG, tra la ex provinciale di San Felice Circeo e la Pontina.
Proprio sulla viabilità Europa Verde solleva ulteriori interrogativi, evidenziando come il secondo tratto della strada sia collegato a un altro Programma Integrato d’Intervento che, secondo quanto riferito dall’associazione, risulterebbe archiviato dopo il mancato superamento della fase di Valutazione Ambientale Strategica.
I dubbi sui costi e sugli impegni per il Comune
Nell’interpellanza vengono chieste innanzitutto informazioni sull’istruttoria svolta dal Comune per valutare in maniera analitica e aggiornata il rapporto tra costi e benefici dell’intervento.
Europa Verde richiama in particolare la normativa regionale che prevede la verifica dell’effettiva rispondenza del Programma all’interesse pubblico.
Altro punto riguarda gli eventuali costi che potrebbero ricadere sull’Amministrazione comunale per rispettare le prescrizioni e le condizioni contenute nella deliberazione regionale.
Secondo Europa Verde, tra gli interventi e i servizi da garantire figurano il potenziamento delle infrastrutture, la viabilità, le reti, i marciapiedi, l’illuminazione, i depuratori, i trasporti, la mobilità, la raccolta dei rifiuti e l’inserimento dell’area nel Piano di protezione civile.
Questioni che, secondo l’associazione, assumono particolare rilievo in una zona già interessata da un forte afflusso turistico durante i mesi estivi e nella quale sono previsti ulteriori interventi urbanistici.
Il nodo degli standard urbanistici
Europa Verde chiede inoltre di conoscere le ragioni che hanno portato all’approvazione di un Programma d’Intervento in zona C5 con una dotazione di standard ordinari che l’associazione considera inferiore rispetto a quella prevista dal PRG.
Un altro capitolo dell’interpellanza riguarda le prescrizioni contenute nella determinazione regionale n. G00932 del 31 gennaio 2022, relativa alla non assoggettabilità a VAS.
Tra le indicazioni richiamate da Europa Verde ci sono la verifica della sostenibilità socio-economica nella definizione della convenienza pubblico-privata, la quantificazione del contributo straordinario e la garanzia della realizzazione e manutenzione del parco urbano per almeno quattro anni.
Viene inoltre richiamata la necessità di verificare la sostenibilità del sistema infrastrutturale e dei servizi rispetto al nuovo insediamento, compresa la capacità dell’acquedotto, della rete fognaria e dei depuratori di sostenere l’incremento della popolazione, anche nei periodi di maggiore affluenza turistica.
«Rischio di aumentare criticità già esistenti»
Secondo Europa Verde, una parte delle prescrizioni e delle raccomandazioni regionali sarebbe direttamente rivolta al Comune e non potrebbe essere semplicemente trasferita sul proponente in occasione del rilascio del Permesso di Costruire Convenzionato.
L’associazione richiama inoltre la situazione dei comparti C4 e C5, che secondo quanto riportato nel documento avrebbero previsto complessivamente un insediamento di 11.190 abitanti, con una cubatura di piano di circa 895mila metri cubi già realizzata e una dotazione di standard urbanistici prevista di 786mila metri quadrati che, sostiene Europa Verde, sarebbe invece rimasta in gran parte mancante.
È in questo quadro che si inserisce la richiesta di chiarimenti presentata da Europa Verde.
«Vista la rilevanza in termini di nuova cubatura e l’impatto sul territorio del Programma di Intervento in esame, e gli impegni richiesti all’Amministrazione per assicurare la sua realizzabilità, riteniamo che sia necessario far luce su tutti gli aspetti che riguardano la sua convenienza per la collettività e la reale possibilità di soddisfare l’obiettivo della riqualificazione urbanistica dell’area, e non invece rischiare di andare ad aumentare le criticità già esistenti, in quell’area, in termini di: viabilità, mobilità, trasporti, rete fognaria, acquedotto, deflusso delle acque chiare, sicurezza idraulica, raccolta dei rifiuti».
Subiaco: «Solita variante urbanistica»
Durissimo il giudizio espresso dal consigliere comunale di Europa Verde Gabriele Subiaco, che contesta l’impostazione complessiva dell’intervento.
«Dopo aver valutato accuratamente la documentazione disponibile, riteniamo che con la lottizzazione di Scafa di Ponte siamo purtroppo di fronte alla solita variante urbanistica, per cui in cambio di non molto per la collettività: un pezzo di parco, un pezzo di strada di incerta completa realizzazione ed un certo numero di parcheggi pubblici (utili come il pane ma non a 12 km dal centro città), si acconsente alla edificazione dell’ennesimo insediamento residenziale di seconde case estive, disabitato per 9 mesi l’anno, che da 60 anni caratterizza la disordinata espansione urbanistica ai lati della litoranea che collega Terracina con San Felice Circeo».
Subiaco contesta anche il modello di sviluppo urbanistico seguito nel territorio: «In sostanza un altro “residence” privato, l’ennesimo, con verde pubblico, strade e illuminazione realizzate all’interno delle lottizzazioni, che il Comune di Terracina non ha mai preso in carico, e che non determinerà alcuna reale riqualificazione urbanistica dell’area».
Secondo il consigliere, una strada alternativa potrebbe essere quella di destinare il contributo straordinario dovuto al Comune al potenziamento delle infrastrutture e dei servizi dell’intera zona, anziché utilizzarlo per opere che, a suo giudizio, non garantirebbero una reale riqualificazione.
«L’Amministrazione deve guidare lo sviluppo del territorio»
La critica di Europa Verde si estende quindi alla gestione urbanistica degli ultimi decenni.
«Una Amministrazione che, come le precedenti, continua a subire, in modo passivo, e per scelta politica, l’iniziativa del privato che con lo strumento dei Programmi integrati di intervento va alla ricerca delle ultime residue aree destinate a verde della Città per proporre varianti urbanistiche lucrose».
Subiaco accusa inoltre l’Amministrazione di non dimostrare «alcuna capacità di guidare lo sviluppo e la gestione del territorio, di decidere e far rispettare le regole e le opere pubbliche da fare, di attuare piani di recupero e procedure di esproprio per l’acquisizione degli standard ai sensi del D.M. n. 1444/1968, pianificando, recuperando e impegnando risorse».
Nel mirino finiscono anche alcune precedenti pianificazioni urbanistiche e programmi di intervento, citati da Europa Verde come esempi di opere pubbliche rimaste incompiute o non ancora realizzate.
«Chiarezza e trasparenza»
L’associazione attende ora una risposta dell’Amministrazione comunale all’interpellanza.
«Ci auguriamo che diversamente dalle interpellanze di Europa Verde sul PRU Calcatore e sul Piano di zona Arene 1 che attendono risposta da oltre 2 anni, nonostante diversi nostri solleciti, l’Amministrazione voglia rispondere a questa interpellanza nei 15 giorni previsti dal Regolamento del Consiglio Comunale dando la possibilità di poter portare questo tema all’attenzione dell’Aula e dei cittadini, che meritano chiarezza e trasparenza», conclude Gabriele Subiaco, consigliere comunale Europa Verde Terracina e consigliere nazionale di Europa Verde.
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