Cittadinanzattiva Lazio annuncia la volontà di costituirsi parte civile nello scandalo emerso in questi giorni che coinvolge pazienti dializzati e il sistema sanitario regionale. A renderlo noto è Elio Rosati, segretario regionale dell’organizzazione civica, che interviene con parole dure sulla vicenda, sollevando interrogativi cruciali su controlli, accreditamenti e trasporti sanitari.
“In riferimento a quanto riportato dagli organi di stampa – afferma Rosati – non possiamo esimerci dal promuovere azioni a tutela dei cittadini e dei pazienti. Ci sono questioni che meritano un approfondimento rigoroso e che auspichiamo vengano chiarite dal lavoro della magistratura”.
Rapporto di fiducia compromesso
Tra gli aspetti più delicati evidenziati da Cittadinanzattiva c’è quello del rapporto di fiducia tra pazienti e sistema sanitario. Secondo quanto emerso, l’indagine avrebbe avuto origine dalla segnalazione di un imprenditore, mentre non risulterebbero, al momento, denunce dirette da parte dei pazienti.
“Questo elemento – sottolinea Rosati – colpisce profondamente e fa emergere una possibile condizione di dipendenza totale del paziente dal medico e dai percorsi sanitari proposti. Una situazione che impone un riequilibrio immediato per evitare il ripetersi di episodi che minano la fiducia nel Servizio sanitario nazionale”.
Trasporti dei dializzati e controlli insufficienti
Altro nodo centrale riguarda i trasporti dei pazienti dializzati, una voce di spesa rilevante per la sanità regionale. Cittadinanzattiva ricorda come, negli anni, siano stati tentati interventi normativi per garantire maggiore trasparenza e qualità del servizio, senza però risultati concreti.
“È evidente – prosegue Rosati – che sui controlli si possa e si debba fare di più. Occorre rimettere al centro dell’azione normativa anche questo settore, e farlo rapidamente”.
Accreditamenti da rivedere
I numeri forniti da Cittadinanzattiva delineano un quadro significativo: oltre il 67% dei dializzati nel Lazio viene trattato in strutture private accreditate, contro il 32,7% in strutture pubbliche.
“Alla luce di questi dati – spiega Rosati – è necessaria una revisione costante delle strutture accreditate, un rafforzamento dell’offerta pubblica e maggiori investimenti nella ricerca, anche per sviluppare terapie che possano ritardare il ricorso alla dialisi”.
L’appello alla Regione Lazio
Cittadinanzattiva chiede ora alla Regione Lazio di procedere con rapidità, definendo una road map chiara per il governo dei percorsi sanitari e per la ricostruzione del rapporto di fiducia tra cittadini, operatori e istituzioni.
Restano, secondo l’organizzazione civica, dubbi e perplessità su un sistema che sembra aver operato indisturbato per anni, su eventuali connivenze e su flussi economici che, se confermati, potrebbero rivelarsi di notevole entità.
Tutelare chi lavora correttamente nella sanità
Infine, Rosati invita a non criminalizzare indiscriminatamente il settore sanitario:
“Il danno più grande rischia di ricadere su una comunità di operatori che lavora in modo egregio, nel pubblico e nel privato accreditato. È necessario evitare strumentalizzazioni ideologiche e rafforzare, insieme, legalità, trasparenza e tutela dei più fragili”.


