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Scuole, a dieci anni da Amatrice nel Lazio solo il 28% degli edifici ha il certificato di collaudo statico

I dati elaborati da Tuttoscuola sul patrimonio scolastico italiano: a livello nazionale il certificato è presente nel 53,3% degli edifici. Nel Lazio la percentuale scende al 28%, con 896 scuole su 3.203. Ancora più bassa la quota di edifici con progetto antisismico

Di Redazione • • • Lazio

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A dieci anni dal terremoto di Amatrice, torna al centro il tema della sicurezza degli edifici scolastici italiani. Secondo un’elaborazione di Tuttoscuola sui dati del Portale unico del Ministero dell’Istruzione e del Merito relativi all’anno scolastico 2023-2024, nel Lazio appena il 28% degli edifici scolastici dispone del certificato di collaudo statico.

Si tratta di 896 edifici su un totale di 3.203. Il dato regionale è nettamente inferiore alla media nazionale, che si attesta al 53,3%, con 21.319 edifici dotati del certificato su 39.993 censiti.

Nel Lazio 896 edifici con il collaudo statico

Il certificato di collaudo statico, secondo la definizione riportata nell’analisi, documenta le condizioni di sicurezza delle strutture portanti di un edificio sulla base delle norme vigenti al momento della sua costruzione.

A livello nazionale, quindi, il documento risulta presente in poco più della metà degli edifici scolastici. La situazione cambia sensibilmente passando alle diverse aree del Paese: le regioni settentrionali risultano generalmente sopra la media, mentre quelle meridionali sono in prevalenza al di sotto, con alcune eccezioni.

Tra i valori estremi indicati da Tuttoscuola c’è quello della Valle d’Aosta, con l’87,2% degli edifici dotati di collaudo statico, mentre il Lazio si ferma al 28%.

Il progetto antisismico riguarda solo il 12,7% delle scuole

Ancora più contenuta è la presenza del progetto antisismico. A livello nazionale è disponibile per 5.089 edifici su 39.993, pari al 12,7%.

Tuttoscuola definisce il progetto antisismico come una sorta di «carta d’identità strutturale» dell’edificio costruito in zona sismica, necessaria a documentare la capacità della struttura di resistere a un terremoto secondo le normative vigenti.

Anche in questo caso emergono forti differenze territoriali. In Abruzzo la percentuale indicata è del 10,8%, mentre in Sardegna risultano appena 11 edifici su 1.645, pari allo 0,7%.

Nelle zone a maggiore rischio il quadro resta critico

L’analisi prende in considerazione anche la classificazione sismica dei territori comunali, articolata in quattro zone in base alla pericolosità.

Nella zona 1, quella indicata come a maggiore rischio sismico, sono presenti 2.865 edifici scolastici. Di questi, 1.414, pari al 49,4%, risultano dotati di certificato di collaudo statico. Il progetto antisismico è presente in 600 edifici, il 20,9%, mentre il piano di evacuazione risulta disponibile in 1.997 scuole, pari al 69,7%.

Nella zona 2 sono invece censiti 15.014 edifici distribuiti in 72 province. Il collaudo statico risulta presente in 7.436 edifici, pari al 49,5%. Il progetto antisismico riguarda 2.640 edifici, il 16,6%, mentre il piano di evacuazione è presente in 12.036 strutture, pari all’80,2%.

Secondo Tuttoscuola, il dato relativo al collaudo statico nelle zone 1 e 2 risulta particolarmente rilevante proprio perché riguarda i territori caratterizzati dai livelli più elevati di rischio sismico.

Roma tra le province con percentuali più basse

L’elaborazione prende in esame anche le province appartenenti alle zone sismiche 1 e 2. Per quanto riguarda la zona 2, vengono citate in particolare Palermo, Roma e Napoli, tutte con percentuali di edifici dotati di certificazione di collaudo statico poco superiori al 30%.

Per Roma, dunque, il dato si colloca su livelli sensibilmente inferiori alla media nazionale del 53,3%.

Chi deve garantire la sicurezza degli edifici

I dati riguardano l’anno scolastico 2023-2024, indicato come l’ultimo disponibile nel Portale unico del Ministero al momento dell’elaborazione.

Tuttoscuola ricorda inoltre che la responsabilità della proprietà degli edifici scolastici statali è distribuita tra gli enti locali: i Comuni per le scuole del primo ciclo e le Province per quelle del secondo ciclo. A questi enti spetta quindi garantire la sicurezza degli immobili e gli adempimenti previsti dalla normativa.

Il Ministero dell’Istruzione, viene sottolineato nell’analisi, utilizza gli edifici scolastici ma non è il soggetto proprietario incaricato di ottenere le certificazioni.

Il quadro restituito dai dati riporta quindi una situazione molto differenziata sul territorio nazionale. Nel Lazio, in particolare, il dato del 28% di edifici con certificato di collaudo statico rappresenta uno degli elementi più significativi dell’analisi, soprattutto alla luce della presenza di territori esposti a rischio sismico.

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