Per chi non avesse figlie o nipotine tra i 7 e i 12 anni circa, probabilmente il fenomeno “Sephora Kids” dice ben poco. Eppure, dietro questa espressione, c’è un mondo. E anche molto preoccupante.
Parliamo di “cosmeticoressia”. Ovvero l’ossessione che caratterizza le bambine della generazione alfa (nate dal 2010) verso la cura della propria pelle, ricorrendo all’utilizzo spasmodico di prodotti cosmetici, quasi sempre inadatti alla loro età.
Dietro questa tendenza c’è la forte spinta di baby influencer sui canali social: TikTok in primis. Bambine che mostrano tutorial sulla skincare perfetta, vantando sieri, creme e maschere per il viso. Di brand famosi e meno noti.
Proprio da TikTok nasce l’espressione “Sephora Kids”. L’hashtag (#SephoraKids) si diffonde un paio di anni fa, quando in alcuni video, viene riconosciuta e sdoganata la tendenza delle giovanissime a prendere d’assalto i punti vendita della nota catena di profumerie.
L’argomento è complesso e delicato. Al centro ci sono bimbe in pre-adolescenza.
Da un lato parliamo di giovanissime che fanno uso di cosmetici inadeguati con impatti dermatologici e psicologici. Dall’altro parliamo di piccole influencer, della loro precoce presenza sui social e del loro sfruttamento da parte di marchi di cosmetica.
Approfondiamo i fenomeni
Gli effetti di una cosmesi precoce e compulsiva. Negli ultimi tempi la posizione dei pediatri è molto chiara. L’utilizzo su giovani pelli, di creme esfolianti, antirughe, sieri e altro, in età così precoce, possono causare irritazione, secchezza cutanea, gonfiori, dermatiti, reazioni allergiche; non solo per via degli ingredienti che li costituiscono, ma anche perché inidonei alla fase di sviluppo delle bambine, all’età anagrafica o alla tipologia di pelle.
Ma non è soltanto una questione dermatologica – che non va sottovalutata – è anche una questione psicologica.
Le preadolescenti, più esposte a problematiche legate alla pelle per via delle modificazioni ormonali, vengono indotte ad usare prodotti di bellezza, con false promesse. Sono bambine esposte al marketing e non consumatrici responsabili. Sono ragazzine indotte dalla società a ricercare l’immagine perfetta, esponendosi ai rischi del disturbo d’ansia e bassa autostima.
“Si tratta di bambine precocemente adultizzate – bambine che inseguono l’ideale di una bellezza quasi non raggiungibile; quindi, fanno fatica ad accettare la propria immagine reale, ed eventuali imperfezioni– spiega su Rai News Salute, la dott.ssa Maria Pontillo, psicoterapeuta Ospedale Bambino Gesù. Si tratta di bambine vulnerabili – continua Petillo – che possono essere a rischio di sviluppare disturbi psichiatrici conclamati, come il disturbo ossessivo compulsivo o il disturbo alimentare. Si tratta quindi di prestare attenzione al fatto che una bambina cambi comportamento rispetto alla cura di sé, rispetto alla cura del proprio corpo, rispetto alla cura del viso, soprattutto se tutto ciò si associa ad alterazioni del comportamento alimentare, nei termini di restrizioni alimentare o nei termini di abbuffate (iperfagia) è bene rivolgersi a uno specialista”.
Il marketing “insidioso” e le giovani “micro-influencer”. L’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato (AGCM) sulla sua pagina Facebook ufficiale, definisce così la strategia di marketing usata dalle aziende che si servono di bambine come influencer: insidiosa.
Nel mese di marzo, l’Autorità si occupa finalmente del tema, avviando due istruttorie: una verso Sephora Italia S.r.l, l’altra verso Benefit Cosmetics LLC, Sephora Italia S.r.l. e LVMH Profumi e Cosmetici Italia S.r.l.
Alla base delle istruttorie omissione o ingannevolezza, sia sul web, sia nei negozi Sephora, di avvertenze e precauzioni su cosmetici non destinati a minori o non testati su minori. Ma non solo. Le aziende interessate, di questi prodotti, ne avrebbero “favorito l’acquisto attraverso strategie di marketing occulto, coinvolgendo giovani micro-influencer”, esplicita l’Antitrust in un comunicato ufficiale.
Il 26 marzo, i funzionari dell’AGCM e il Nucleo Speciale Antitrust della Guardia di finanza, hanno svolto ispezioni presso le sedi di Sephora Italia S.r.l., LVMH Profumi e Cosmetici Italia S.r.l. e LVMH Italia S.p.A.
L’augurio è quello di arginare il fenomeno. Di parlarne e garantire uno sviluppo sano alle nostre future donne.






