Nuovi sviluppi sulla gestione dei rifiuti a Vico Equense: lo scorso 6 novembre la Capitaneria di Porto – Guardia Costiera di Castellammare di Stabia e la Guardia di Finanza della Stazione Navale di Napoli hanno eseguito il sequestro preventivo del “Centro di Raccolta – Isola Ecologica” in località Massaquano gestito dalla Super Eco, la società ciociara finita al centro di vicende giudiziarie riguardanti una indagine della DDA di Napoli poi trasferita a Catania. Il provvedimento, disposto dal giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Torre Annunziata, è arrivato su richiesta della Procura della Repubblica.
Le contestazioni alla Super Eco
La società “Super Eco srl” di Cassino — affidataria del servizio di raccolta rifiuti per il Comune di Vico Equense — è accusata di una serie di violazioni ambientali previste dal Testo Unico Ambientale (D.Lgs. 152/2006):
- scarico abusivo delle acque di dilavamento dell’isola ecologica nel rivo Ponticello;
- deposito incontrollato di rifiuti sul suolo;
- violazione dell’ordinanza comunale di chiusura;
- irregolarità nell’Autorizzazione Unica Ambientale volturata dalla precedente società, la Sarim.
Contestato anche l’art. 650 del Codice Penale, per inosservanza dei provvedimenti dell’autorità.
L’indagine riguarda il legale rappresentante della Super Eco. Le operazioni sono state coordinate dalla Procura di Torre Annunziata con il supporto tecnico del personale del SII, Gori.
Il centro era operativo nonostante l’ordinanza di chiusura
Le verifiche hanno documentato che l’isola ecologica, pur formalmente chiusa per motivi di sicurezza, continuava a essere utilizzata.
Nel piazzale sono state trovate tracce di percolato fuoriuscite da cassoni colmi di rifiuti.
A complicare il quadro, una frana sul rivo Ponticello aveva divelto due vasche del sistema di trattamento, situazione che aveva motivato la chiusura del sito.
I reflui finivano direttamente nel rio
Le prove idrauliche con tracciante ecocompatibile hanno rivelato che il sistema di smaltimento non seguiva il percorso autorizzato: invece di confluire nella pubblica fognatura, i reflui finivano abusivamente nel rio Ponticello, senza alcun trattamento depurativo.
Il PD di Vico Equense attacca: “Anni di irregolarità, il Comune dov’era?”
Il Partito Democratico di Vico Equense ricostruisce una vicenda che, secondo i dem, affonda le radici negli anni precedenti.
La cronologia secondo il PD
- 2023 – A seguito di un esposto CGIL che segnalava gravi criticità, il Comune disponeva la chiusura dell’isola ecologica.
- Subentro Super Eco – Dopo undici anni di gestione Sarim, arriva Super Eco, che — denuncia il PD — ha continuato a usare l’isola ecologica nonostante l’ordinanza di chiusura.
- Giugno 2024 – Il Comune riconosce alla Sarim una buonuscita da oltre 413mila euro.
- Novembre 2025 – Scatta il sequestro dell’isola ecologica di Vico Equense, affidata alla Super Eco e arrivano le contestazioni penali.
Le domande del PD
Il gruppo dem punta il dito contro l’Amministrazione:
“In tutti questi anni la nostra Amministrazione dov’era? Quali controlli sono stati fatti?
Sono mai state contestate irregolarità né al gestore attuale né a quello precedente?”
Una serie di interrogativi che richiama la necessità di chiarire le responsabilità di controllo e vigilanza sul servizio rifiuti, soprattutto alla luce delle irregolarità emerse.
La vicenda dell’appalto milionario di Catania
Nel frattempo va avanti l’inchiesta della DDA di Catania per il maxi appalto della gestione di uno dei lotti della raccolta dei rifiuti, che sarebbe stato vinto dalla Super Eco, sembrerebbe grazie ad un accordo tra la camorra il clan Santapaola-Ercolano.
La notizia già sulle cronache da maggio scorso, ha destato vasta eco anche nel capoluogo etneo, tanto che nelle settimane scorse è stata sollevata una interrogazione in consiglio comunale, per chiedere la sospensione in autotutela dell’appalto affidato alla Super Eco.
A presentarla il consigliere comunale Riccardo Pellegrino, vicepresidente vicario del Consiglio Comunale, (prot. 465135 del 15 ottobre 2025) chiedendo che il Consiglio discutesse l’eventuale sospensione in autotutela dell’appalto in attesa delle verifiche giudiziarie.
Nella sua mozione, Pellegrino scrive testualmente che occorre:
- discutere pubblicamente le circostanze emerse nell’inchiesta della Procura di Napoli;
- valutare la sospensione dell’appalto in autotutela per tutelare l’ente e i cittadini;
- istituire una commissione d’inchiesta interna per accertare eventuali responsabilità.
Insomma anche a Palazzo degli Elefanti si parla della Super Eco, mentre si attendono ancora gli sviluppi dell’inchiesta della DDA di Catania al riguardo.



