Continua a far discutere il sequestro della Villa Comunale di Cassino, una vicenda che sta scuotendo profondamente la città martire e che nelle ultime ore ha registrato anche l’intervento della UIL e della Feneal UIL di Frosinone.
L’inchiesta che ha portato al provvedimento cautelare ruota attorno ai lavori di riqualificazione del parco pubblico finanziati con fondi del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza. Secondo gli accertamenti investigativi, al posto del terreno vegetale previsto dal capitolato d’appalto, sarebbero stati sversati oltre 6.000 metri cubi di materiale proveniente da demolizioni e contenente sostanze contaminate da metalli pesanti.
Sette le persone attualmente indagate nell’ambito dell’operazione scattata su richiesta del Procuratore Europeo Delegato di Roma e culminata con il decreto di sequestro emesso dal Gip del Tribunale di Cassino. L’indagine ipotizza un presunto traffico illecito di rifiuti collegato ai lavori di riqualificazione dell’area verde cittadina.
Dalle verifiche effettuate emergerebbe come il capitolato prevedesse invece la fornitura e la posa di terreno coltivo di alta qualità , ricco di sostanza organica e privo di infestanti, materiale che sarebbe stato regolarmente contabilizzato e pagato dall’ente pubblico.
In questa vicenda il Comune di Cassino risulta parte lesa e, secondo quanto emerso, avrebbe collaborato con gli organi inquirenti fornendo elementi utili allo sviluppo delle indagini. Tuttavia il caso ha ormai assunto una rilevanza pubblica notevole per le possibili conseguenze ambientali e sociali.

L’allarme della UIL
A prendere posizione è stata la UIL di Frosinone attraverso una nota congiunta dei vertici territoriali.
«La vicenda del sequestro della Villa Comunale rappresenta una ferita profonda per la comunità di Cassino – afferma il Segretario Generale Territoriale UIL Frosinone Alessandro Cirulli – Come UIL siamo fortemente preoccupati per l’impatto sociale di questa situazione. Quel parco è da sempre un punto di riferimento fondamentale per famiglie e bambini. Solo due anni fa avevamo assistito a importanti investimenti sulla politica del verde e della sostenibilità . Oggi vedere quell’area sottratta alla cittadinanza, con il timore di possibili problematiche ambientali, impone la necessità di fare piena luce sulla vicenda. Dobbiamo sapere dove mandiamo a giocare i nostri figli».
Feneal UIL: “Più controlli nei cantieri”
Preoccupazione anche da parte della Feneal UIL, che richiama l’attenzione sulla gestione degli appalti pubblici e dei finanziamenti del PNRR.
«Episodi del genere non devono accadere – dichiara il Segretario Generale Territoriale Feneal UIL Flavio Fareta – È fondamentale garantire la massima trasparenza nella filiera dei lavori e rafforzare l’attività di vigilanza nei cantieri da parte degli organi competenti e delle stazioni appaltanti. Ci auguriamo che quanto accaduto alla Villa Comunale sia un caso isolato e che situazioni simili non si ripetano».

Le polemiche politiche
La vicenda ha inevitabilmente alimentato anche lo scontro politico cittadino. L’opposizione è intervenuta contestando al sindaco Enzo Salera la scelta di inaugurare la Villa Comunale nonostante, secondo quanto sostengono gli esponenti del Terzo Polo, dalle carte dell’inchiesta emergerebbero elementi che farebbero supporre una conoscenza preventiva di alcune criticità .
Proprio su questo aspetto le forze di minoranza chiedono ora chiarimenti all’amministrazione comunale, mentre l’inchiesta prosegue e l’attenzione resta concentrata sugli sviluppi giudiziari e sulle eventuali responsabilità che verranno accertate dagli organi competenti.
Intanto il sequestro della Villa Comunale di Cassino continua a rappresentare uno dei casi più rilevanti degli ultimi anni sul territorio, sia per il coinvolgimento dei fondi PNRR sia per le possibili ricadute ambientali, sociali e amministrative.






