Si è svolta una partecipatissima Cena Incontro dedicata al grave problema dell’industrializzazione incontrollata che sta interessando il territorio dei Castelli Romani. L’evento, promosso da Umberto Proietti, segretario del comitato “Uniti per la salvaguardia della salute e dell’ambiente”, ha riunito cittadini, attivisti e rappresentanti dei comitati di numerose realtà limitrofe: dal comitato No Bruciatori Fassa di Velletri ai gruppi di Giulianello, Colleferro, Lariano, Rocca Massima ed Artena.
Una partecipazione ampia e sentita, segno di una crescente preoccupazione collettiva per una serie di opere e impianti che, secondo i comitati, stanno mettendo in serio pericolo la qualità della vita dell’area.
Tra i temi più discussi, l’ampliamento del calcificio Fassa Bortolo, l’inceneritore di Santa Palomba, l’impianto a biometano di Colubro (già autorizzato), la costruzione della nuova bretella con i primi espropri avviati, il progetto di biogas a Cori e il biometano previsto nella zona di San Clemente, contro cui si sono fortemente opposti i produttori agricoli locali.
Dal dibattito è emerso un dato comune a tutte queste battaglie: la straordinaria partecipazione dei cittadini, contrapposta — secondo molti— alla scarsa, se non assente, attività delle amministrazioni locali nell’opporsi a interventi industriali ritenuti dannosi per l’ambiente e la salute.

I cinque comitati principali hanno ribadito la volontà di proseguire nella loro battaglia legale contro l’ampliamento della Fassa Bortolo, considerato uno dei fronti più urgenti e impattanti. Oltre la Fassa Bortolo, la battaglia per il biogas a Colubro e la costruzione della Bretella, sono altri due esempi su cui i cittadini si sono uniti ed hanno intrapreso una battaglia.
Alla serata hanno preso parte anche la Vice Sindaca di Artena Livia Latini e la consigliera comunale Attilia Donnini, presidente della Commissione Ambiente, la cui presenza è stata accolta con favore dai comitati.
Tuttavia, non sono mancate critiche e momenti di tensione: diversi cittadini sono infatti intervenuti per denunciare quella che definiscono una postura “inerme e timida” da parte dell’amministrazione comunale, accusata di non adottare iniziative concrete a tutela dei residenti e perpetrando solo parole e slogan anacronistici e ripetitivi in assemblee pubbliche.
A prendere la parola è stata anche una cittadina presente alla cena, che ha espresso con fermezza le richieste della comunità:
“Se realmente si vuole fermare l’ampliamento del Calcificio Fassa Bortolo, si faccia un’azione legale concreta. Manifestate, fate porta a porta per informare i tanti Artenesi che ancora non sanno nulla di questo impianto. Portate al centro della vostra politica la salute delle persone.”
Parole che hanno sintetizzato il sentimento diffuso tra i partecipanti, preoccupati per il futuro del territorio e desiderosi di una maggiore assunzione di responsabilità da parte della politica locale.
Nonostante i momenti di confronto acceso, la serata si è conclusa con un clima più disteso e con la volontà condivisa di avviare una collaborazione stabile, sincera e non frammentata. L’obiettivo dichiarato è quello di unire davvero cittadini e istituzioni, come dovrebbe essere normale in una democrazia basata sulla tutela dei diritti e della salute collettiva.
I comitati annunciano che continueranno la loro mobilitazione sul territorio, convinti che la partecipazione dal basso sia oggi l’unico argine concreto a processi industriali percepiti come impattanti e poco trasparenti.



