I servizi per gli anziani a Gaeta tornano al centro del dibattito politico e sociale. A sollevare il tema è Potere al Popolo, che lancia un duro affondo contro il progressivo affidamento dell’assistenza agli anziani al mercato privato, definendolo un rischio concreto per la coesione sociale e la dignità delle persone più fragili.
Secondo il movimento, lo sketch prenatalizio che ha fatto discutere in città ha finito per distogliere l’attenzione dal vero nodo della questione: l’apertura di un centro privato per anziani, iniziativa legittima dal punto di vista imprenditoriale, ma giudicata profondamente dannosa per la comunità gaetana nel suo complesso.
Rette insostenibili e futuro incerto
I numeri, sottolinea Potere al Popolo, parlano chiaro. Una casa di riposo privata costa oggi tra i 1.800 e i 2.000 euro al mese per una sola persona, cifra che raddoppia nel caso di coppie, senza includere visite geriatriche specialistiche o accertamenti diagnostici. Costi che vengono sostenuti attingendo alle pensioni e ai risparmi di una vita di lavoro, spesso con il coinvolgimento economico diretto dei figli come garanti.
Uno scenario destinato a peggiorare: il 90% degli anziani di domani andrà in pensione con assegni inferiori alle rette attuali, rendendo l’accesso a queste strutture semplicemente impossibile per la maggioranza della popolazione.
La richiesta: sanità pubblica e assistenza universale
Per Potere al Popolo, il rischio è quello di un vero e proprio disastro sociale, con anziani lasciati soli o costretti a rinunciare a cure e assistenza adeguate. Da qui l’appello a ripristinare solide garanzie pubbliche sui bisogni primari dei cittadini, a partire dalla sanità e dall’assistenza agli anziani.
Il movimento ribadisce che solo il sistema pubblico può garantire equità, accessibilità e dignità, offrendo strutture in cui ogni anziano – anche chi non è autosufficiente o chi semplicemente desidera vivere in comunità – possa ricevere cure di qualità indipendentemente dal reddito.
Il ruolo delle amministrazioni locali
Nel mirino finisce anche il ruolo delle amministrazioni comunali, chiamate – secondo Potere al Popolo – a promuovere direttamente servizi pubblici sul territorio, invece di favorire iniziative private che rischiano di trasformare l’assistenza in un privilegio per pochi.
“La sofferenza degli anziani e delle persone sole non può diventare terreno di profitto”, si legge nella posizione espressa dal movimento. Un monito che richiama la necessità di rimettere al centro il bene comune e di rafforzare un sistema sanitario pubblico capace di tutelare davvero tutti, prima che l’emergenza sociale diventi irreversibile.


