Acqualatina ha sigillato il contatore dell’acqua al palazzo delle ex Maestre Pie in via Don Minzoni, a Cori dove hanno sede gli uffici comunali dei Servizi Sociali, della Polizia Locale e dei Lavori Pubblici. Un atto senza precedenti che ha scosso ieri gli impiegati del comune.
Era già da diverso tempo che il flusso idrico si era ridotto negli uffici, tanto che l’acqua arrivava a malapena al primo piano. Il personale aveva attribuito questa mancanza d’acqua alla riduzione di flusso idrico che Acqualatina sta adoperando in tutta la provincia pontina con le polemiche che sono scaturite soprattutto a seguito della diffida da parte dell’Egato.


Invece ieri la presenza di un tecnico di Acqualatina, in zona per dei controlli, ha permesso di scoprire la verità . Alcuni dipendenti lo hanno avvicinato chiedendogli se sapesse del motivo della riduzione del flusso idrico e recatosi al contatore ha scoperto e con esso i dipendenti presenti, che sul contatore sono stati messi i sigilli.
Comune di Cori moroso dunque? Ma soprattutto Acqualatina ha comunicato al Comune che sarebbe intervenuto per mettere i sigilli?
A dare notizia della situazione sono stati i consiglieri di FDI, i fratelli Germana ed Evaristo Silvi. “Come mai sono stati apposti i sigilli? Di solito ciò avviene soprattutto per morosità . Eppure l’Ente Comunale dovrebbe aver pagato il suo debito verso il gestore per fatture non pagate pari a 820mila euro.” Affermano i consiglieri comunali.
“Infatti, nel consiglio comunale del maggio scorso, è stato deliberato un consistente debito fuori bilancio, il Comune di Cori avrà onorato gli impegni presi in sede di mediazione? Per ora i dipendenti comunali hanno scoperto i sigilli sul contatore e la mancanza d’acqua che compromette le norme di igiene e sicurezza.” Aggiungono i consiglieri comunali di opposizione.

Una situazione che rischia di assumere i contorni di una vera e propria querelle tra il Comune e l’ente gestore. Simonetta Imperia assessore al bilancio del comune di Cori così ha commentato l’accaduto “Non sono al corrente di quanto è accaduto e chiederemo immediatamente conto ad Acqualatina della loro azione che non ci risulta essere stata precedentemente notificata“. Sulle morosità del comune di Cori nei confronti di Acqualatina, l’assessore Imperia ha chiarito la situazione “E’ stata fatta una transazione con Acqualatina ed è rimasto un residuo minimale, che dobbiamo pagare a scadenza prefissata, ma questa data non è ancora arrivata e non comprendiamo quindi per quale motivo Acqualatina abbia agito autonomamente“.
Insomma un mistero, ma resta il sigillo al contatore e l’impossibiloità di avere l’acqua correnrte negli uffici comunali. “Ci siamo attivati per chiedere spiegazioni ad Acqualatina, e laddove si ravvisino comportamenti non conformi saremo pronti a tutelarci in tutte le sedi opportune. Quanto accaduto è un fatto grave.” Ha aggiunto l’assessore al bilancio.
Veramente un comportamento anomalo da parte di Acqualatina, che in queste prossime ore dovrà spiegare pubblicamente il motivo per il quale abbia sigillato il contatore dell’acqua negli uffici pubblici in via don Minzoni, al Comune il compito di dimostrare di essere nel giusto.





