Diciassette sforamenti dei limiti di PM10 in appena ventuno giorni. È il dato allarmante registrato dalla centralina Arpa dello Scalo che riaccende l’emergenza smog nel capoluogo ciociaro e spinge Legambiente Frosinone a puntare il dito contro l’amministrazione guidata dal sindaco Riccardo Mastrangeli, accusata di immobilismo di fronte a una vera e propria emergenza sanitaria.
Secondo l’associazione ambientalista, in più giornate i valori delle polveri sottili hanno superato anche di oltre il doppio il limite giornaliero consentito dalla normativa, con una concentrazione di smog tale da essere “quasi palpabile”. Una situazione grave che, sottolinea Legambiente, non ha trovato una risposta adeguata da parte del Comune.
Solo adempimenti formali, nessun controllo reale
Di fronte ai ripetuti sforamenti, l’amministrazione comunale si sarebbe limitata – secondo Legambiente – ad adottare le misure minime previste dal Piano regionale per la qualità dell’aria, emanando ordinanze di blocco per i veicoli più inquinanti e per gli impianti di riscaldamento non a norma. Provvedimenti che, però, sarebbero rimasti sulla carta.
«Alle ordinanze non è seguito alcun controllo effettivo – denuncia Legambiente – tanto che non risulta elevata neppure una sanzione». Un’inerzia che, secondo l’associazione, potrebbe essere legata alle difficoltà politiche della maggioranza e all’avvicinarsi delle scadenze elettorali.
Revocata l’isola pedonale nel pieno dell’emergenza
A far esplodere ulteriormente la polemica è stata la decisione del Comune di revocare l’isola pedonale domenicale in via Aldo Moro proprio in concomitanza con l’ultima ordinanza di blocco dei veicoli inquinanti. Una scelta definita da Legambiente «un capolavoro di incoerenza», che avrebbe favorito il consueto traffico prenatalizio nel cuore della città.
«Si tollera senza intervenire l’ingorgo permanente – affermano gli ambientalisti – e si continua a non usare né strumenti repressivi né incentivi per ridurre le emissioni». Un atteggiamento che, secondo Legambiente, contribuisce a peggiorare la qualità dell’aria e a scaricare i costi dell’inazione sulla salute dei cittadini.
“A pagare sono i polmoni dei cittadini”
Il bilancio, per l’associazione, è desolante: «Uno spettacolo indegno per la città di Frosinone – conclude la nota – mentre a farne le spese sono i polmoni di tutti noi». Da qui l’appello all’amministrazione affinché adotti misure più incisive, strutturali e coerenti per contrastare l’inquinamento atmosferico e tutelare la salute pubblica.



