Non bastava all’amministrazione Di Stefano di Sora, la polemica sulle cartelle Tari mandate a giugno scorso e che ancora oggi tengono banco nella discussione in città , con gli aumenti ancora tutti da giustificare, le spese fuori controllo della società in house, la mancanza di chiarezza e trasparenza. Adesso scoppia un altro caso, che sta facendo il giro della città .
Tra Natale e Capodanno sono arrivate nelle case dei cittadini sorani, le cartelle relative agli accertamenti sul mancato pagamento della Tari per stalle, magazzini, garage e rimesse. Migliaia di cartelle verdi, per il pagamento della Tari che non era mai stata richiesta dal Comune di Sora.
Per evitare la prescrizione, quindi, e perdere il diritto al recupero delle somme da parte dei cittadini, l’amministrazione Di Stefano ha pensato di fare un bel regalo di Natale ai propri cittadini che nel frattempo si gustavano le costosissime luminarie nel centro cittadino.

Sono migliaia gli accertamenti mandati ai cittadini che in un primo momento hanno pensato si trattasse del saldo della Tari per l’anno appena trascorso, invece leggendo meglio le cartelle si sono accorti che si tratta di richieste di pagamento per la Tari su stalle, magazzini, rimesse. Tari mai richiesta da comune di Sora, visto che la richiesta di pagamento si riferirebbe al periodo 2019-2020.
In tantissimi si sono rivolti al Comitato Sora: Missione Trasparenza che si è da subito attivato, essendo arrivate anche ai componenti del comitato le stelle cartelle esattoriali. Altrettanti cittadini hanno cominciato invece a chiedere chiarimenti al comune stesso.

In molti casi già accertati, le richieste sarebbero sbagliate. Sbagliati i metri quadri, sbagliati gli importi presunti, in altri casi il locale indicato non esisterebbe addirittura più. Insomma un altro caos si profila all’orizzonte della giunta guidata da Luca Di Stefano, probabilmente troppo impegnato nel tour turistico dei comuni della Ciociaria, per preoccuparsi di quanto sta accadendo in città .
Si va da dalle 300 euro fino a 1000 euro di Tari arretrata richiesti dal comune. Interessati da questa richiesta tardiva quasi il 40% dei cittadini di Sora. Così gli uffici comunali sono stati subissati di richieste di appuntamento e, ad oggi, chi chiede un appuntamento in Comune la prima data utile è dopo il 7 marzo, oltre i termini previsti per il pagamento dell’accertamento, fissato in 60 giorni.
A questo punto ai cittadini di Sora non resta altro da fare che impugnare l’istanza in autotutela, ai sensi dell’art. 7 del vigente Regolamento Tari del comune di Sora, se non riusciranno a fare con gli uffici comunali le verifiche puntuali nei termini previsti.
Ma tutto ciò non poteva essere evitato? Come mai l’amministrazione comunale richiede oggi, alla fine del 2025, il pagamento della Tari del 2019-2020? La risposta sarebbe semplice: stavano scadendo i termini prescrittivi oltre ai quali il comune non avrebbe potuto più richiedere queste somme ai cittadini.

L’assurdo di tutta questa vicenda è che nelle cartelle mandate ai cittadini il comune ha inserito anche le sanzioni previste per i cittadini che non hanno pagato le tasse e gli interessi maturati. Ma in questo caso le tasse il comune non le hai mai richieste, pur essendo previsto, dalla normativa, il pagamento della Tari per stalle, rimesse, magazzini e garage.
Ma c’è di più. Come mai solo adesso il Comune di Sora si è accorto di non aver richiesto il pagamento della Tari del 2019-2020 per le stalle, rimesse, garage e magazzini? I vertici della società in house Ambiente e Salute cosa hanno fatto in tutti questi anni?
Cosa bisogna aspettarsi adesso? Che oltre al saldo della Tari, arriveranno altre richieste di pagamento per la Tari non pagata dal 2020 al 2025 per garage, stalle, rimesse e magazzini?
Sorge però un’altra riflessione. Quale è stato il motivo della richiesta di pagamento di una tassa del 2019? C’è un problema di cassa? Il Comune è alla ricerca di risorse economiche che non ha?
A questo punto sarà interessante capire cosa farà l’amministrazione comunale, che cosa dirà per giustificare questa decisione, ma sarà interessante capire cosa farà l’opposizione, se questa volta si schiererà convintamente a fianco dei cittadini chiedendo chiarimenti all’amministrazione comunale o se si limiterà ad un attività di facciata.
Ora è pacifico che se la Tari richiesta è legittima è giusto che i cittadini la paghino, ma restano però le perplessità di questo ritardo, ma soprattutto se il comune la deve richiedere avrebbe potuto evitare, avendo avuto 5 anni di tempo, di mandare cartelle sbagliate, scongiurando quindi un altro caos e tanto disagio ai cittadini.
L’unico auspicio è che questa volta, dopo aver risolto i problemi legati agli errori nelle cartelle, paghino la Tari anche tutti quelli che non l’hanno mai pagata.



