Il Presidente del Consiglio Facchini, si era impegnato con tanto di lettera formale in data 10 luglio a convocare il consiglio comunale di Sora entro il 9 settembre per discutere la delibera protocollata da 779 cittadini del Comitato Cittadino del Territorio, che richiedono l’uscita del Comune di Sora dal perimetro di contribuenza del Consorzio di Bonifica.

Ad oggi nessuna convocazione del consiglio comunale è stata pubblicata all’Albo Pretrorio del Comune di Sora. Di norma i consigli comunali vengono concordati dai capigruppo consiliari e la convocazione formale va comunque mandata tra i tre e i cinque giorni antecedenti alla data convenuta.
Quindi l’ultimo giorno utile per la convocazione del consiglio comunale era ieri, venerdì. Questo la dice lunga sulla trasparenza e la considerazione che il sindaco Luca Di Stefano e la sua pittoresca maggioranza, che va dalla Lega al Partito Democratico, passando per le liste civiche, ha dei cittadini.
Tuttavia il problema della mancanza di rispetto non è ascrivibile solo al sindaco Di Stefano a fargli buona compagna anche il presidente del consiglio Facchini che, evidentemente, ha dimenticato che il ruolo del Presidente del Consiglio è un ruolo di garanzia istituzionale, un super partes che dovrebbe tenere nella debita considerazione soprattutto le richieste che arrivano dai comitati.
Invece nonostante l’impegno formale, anche il presidente Facchini pensa di potersi fare beffe di 779 cittadini che hanno raccolto e fatto validare le firme per la richiesta del consiglio comunale.
Per Statuto, il consiglio andava convocato entro 90 giorni dal ricevimento dell’istanza che è stata protocollata in comune lo scorso 11 maggio. Sono passati 4 mesi, è stata fatta una lettera di impegno ed invece ad oggi questo consiglio comunale non si farà .

Cosa avevano chiesto i 779 cittadini sorani? Di uscire dal perimetro di contribuenza del Consorzio di Bonifica Conca di Sora e di non aderire al costituedendo Consorzio unico sud-est, che racchiude i tre consorzi di Bonifica della provincia e del quale sono stati nominati due commissari.
Chiedono di non pagare più la tassa consortile sugli immobili, una seconda IMU mascherata da contributo consortile. L’uscita dal perimetro della contribuenza significa anche che tutte le opere di manutenzione passerebbero in capo al Comune.
Non sarebbe il primo comune a chiedere questo. Negli anni passati altri comuni hanno deliberato l’uscita dal perimetro di contribuenza del Consorzio, decisione poi ratificata dalla Regione Lazio, come ultimo passaggio formale che rende esigibile la delibera.

E’ il caso di San Donato Val Comino, Gallinaro, Terelle, Alvito, Settefrati e Vicalvi. Adesso anche i cittadini di Sora vogliono uscire dal perimetro di contribuenza. Resterebbe a carico di chi lo richiede solo il contributo per l’irrigazione.
Ma Luca Di Stefano gioca a fare “er sor tentenna” o per meglio dire a fare il Marchese del Grillo quando, nella celebre scena dopo essere stato rimesso in libertà dal Comandante delle guardia pontificia, pronuncia la celebre frase “io so io e voi nun sete n’….”.
Può pensare di farlo, come Sindaco, come possono farlo anche i cittadini nella prossima campagna elettorale alle porte, nel segreto dell’urna.
Anche qui vale la pena ricordare che il sindaco Luca Di Stefano in piena campagna elettorale cavalcò il tema dell’uscita del comune di Sora dal perimentro della contribuenza arrivando a dire che sarebbe stato uno dei suoi primi atti da Sindaco.
Ad oggi dichiarazioni che risultano essere mendaci, soprattutto adesso che il nodo viene al pettine. Il consiglio comunale non è stato convocato, i termini dei 90 giorni saranno superati, il Sindaco, come ha già fatto con altri comitati, non mantiene l’impegno.
Resta da capire adesso cosa intenderrà fare il Comitato Cittadino del Territorio e il presidente Ennio Bruni. Di sicuro non staranno fermi ad aspettare, conoscendo lo spirito battagliero delle persone che animano il Comitato.
E l’opposizione? Continuiamo a chiederci se esite una opposizione a Sora. Un appiattimento che non ha precedenti. Nessuna presa di posizione, nessun intervento, nessuna dichiarazione. Come direbbero in alcune città tristemente note “Nente vidi, nente sacciu“.
Discorso a parte il Partito Democratico, quello della doppia morale, che grida allo scandalo quando a non essere trasparenti sono altre amministrazioni di colore politico diverso, ma nel caso di Sora si ritrova ad essere “allineato e coperto” con il sindaco Luca Di Stefano, non trovando nessun imbarazzo per quanto sta accadendo in città .
Resta il tema sollevato dal Comitato, resta la continua mancanza di rispetto e di trasparenza del Sindaco Di Stefano e della sua maggioranza verso i cittadini sorani. Gli sviluppi dei prossimi giorni ci faranno capire cosa accadrà .








