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Sora, domani il voto sulla Conca. Bruni: «È il momento di presentare il conto delle promesse»

Di Eugenio Siracusa • • • Editoriali

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Massimiliano Bruni

È arrivato il giorno del confronto in Consiglio comunale sulla vicenda del Consorzio di Bonifica Conca di Sora. Domani, mercoledì 23 settembre, alle ore 16, l’assemblea cittadina si riunirà in seduta straordinaria per discutere la petizione popolare sulla «fuoriuscita del Comune di Sora dal perimetro di contribuenza del Consorzio di Bonifica n. 8 “Conca di Sora”». È il primo punto all’ordine del giorno della seduta convocata dal presidente del Consiglio Francesco Facchini.

Una questione che da mesi alimenta il dibattito politico e cittadino e che ha portato alla raccolta di 779 firme da parte del Comitato Cittadino del Territorio. La scorsa settimana il confronto si è spostato anche all’interno del Comune, con una riunione plenaria alla quale hanno partecipato sindaco, consiglieri comunali, rappresentanti del Comitato e i vertici del sistema della bonifica, compreso il direttore generale di ANBI, Massimo Gargano.

Al centro della discussione anche la questione delle competenze e degli effetti che potrebbe produrre un eventuale voto favorevole del Consiglio comunale. Secondo quanto sostenuto da ANBI e dai rappresentanti del Consorzio nel confronto istituzionale, una deliberazione comunale non sarebbe, da sola, sufficiente a determinare la fuoriuscita dal perimetro di contribuenza. Si tratta di una posizione che introduce un elemento ulteriore nel dibattito politico alla vigilia del voto.

Ed è proprio sul significato politico della seduta che interviene Massimiliano Bruni, esponente di Fratelli d’Italia, che alla vigilia del Consiglio parla di «conto delle promesse».

Bruni: «Non basta approvare una deliberazione»

«Domani il Consiglio comunale di Sora sarà chiamato a discutere la petizione sottoscritta da quasi 800 cittadini per la fuoriuscita del Comune dal perimetro di contribuenza del Consorzio di Bonifica», afferma Bruni.

Secondo l’esponente di FdI, tuttavia, «sarebbe un errore ridurre tutto alla semplice approvazione di una deliberazione». Il punto, sostiene, è capire quali sarebbero le conseguenze concrete dell’eventuale decisione.

«L’atto che il Consiglio si appresta ad assumere, da solo, non determina la fuoriuscita del Comune dalla Conca. Le competenze, le procedure e gli effetti concreti di una simile scelta coinvolgono infatti anche altri livelli istituzionali».

Per Bruni, dunque, se l’efficacia amministrativa dell’atto «potrà essere tutta da verificare», il suo peso politico sarebbe invece evidente. Da qui l’invito ai consiglieri a spiegare pubblicamente le ragioni delle proprie scelte.

“Il sindaco non può limitarsi a votare una deliberazione e considerare chiusa la questione. Deve spiegare ai cittadini che cosa accadrà il giorno dopo.” Afferma Bruni.

La promessa elettorale torna sul tavolo

Il passaggio più politico dell’intervento riguarda il sindaco Luca Di Stefano e una promessa attribuita da Bruni alla campagna elettorale: «Una volta eletto sindaco usciremo dal perimetro della Conca».

«Non era un’ipotesi. Non era una riflessione. Era una promessa politica», sostiene l’esponente di Fratelli d’Italia.

E proprio per questo, secondo Bruni, il sindaco dovrebbe spiegare ai cittadini non soltanto quale posizione assumerà in Consiglio, ma anche che cosa potrebbe accadere successivamente.

«Amministrare una città non significa soltanto raccogliere consenso attraverso slogan efficaci. Significa conoscere le procedure, le competenze, i costi e le conseguenze delle decisioni che si assumono».

«Chi paga il giorno dopo?»

Bruni sposta quindi l’attenzione sul possibile impatto economico di un’eventuale fuoriuscita.

«Ammettiamo pure che l’uscita possa essere concretamente realizzata. La domanda vera, allora, è un’altra: quanto costerebbe al Comune assumere direttamente attività, servizi, manutenzioni e responsabilità che oggi fanno capo al sistema della bonifica?».

L’esponente di FdI pone una serie di interrogativi: «Chi dovrebbe occuparsi della manutenzione? Con quali mezzi? Con quale personale? Con quali risorse? E, soprattutto, quanto finirebbero per pagare i cittadini?».

Secondo Bruni, prima di parlare di risparmi sarebbe necessario quantificare i costi dell’eventuale nuovo modello e individuare le risorse necessarie per sostenerlo. “Altrimenti è solo propaganda” Aggiunge.

Nel suo intervento richiama anche la gestione dei servizi comunali e la pressione fiscale sulle famiglie, citando in particolare Ambiente e Salute e l’andamento della TARI.

«Prima di promettere nuovi risparmi, sarebbe quindi doveroso spiegare quanto costerebbe realmente questa operazione e con quali risorse verrebbe finanziata. Questo significa amministrare. Il resto è propaganda», afferma.

Dalla Conca alle altre promesse

L’intervento di Bruni allarga quindi il confronto alle altre promesse della campagna elettorale del sindaco Di Stefano. Tra gli esempi cita le «zattere sul Liri», la promessa di una riduzione della pressione fiscale e della TARI e la vicenda del Centro Serapide – ex Tomassi.

«Che cosa resta oggi di quelle parole? Quali obiettivi sono stati raggiunti? Quali impegni sono stati rispettati?», chiede Bruni.

Per l’esponente di FdI, il passaggio di domani sarà quindi anche un test sulla coerenza tra gli impegni assunti prima delle elezioni e le scelte amministrative successive.

Il ruolo della Regione e il futuro della bonifica

Bruni richiama inoltre il quadro regionale e il percorso di riordino del sistema dei Consorzi di bonifica portato avanti dalla Regione Lazio e dall’assessore all’Agricoltura e alla Sovranità alimentare Giancarlo Righini.

«La manutenzione dei corsi d’acqua, la sicurezza idraulica, la difesa del suolo e la gestione del territorio sono destinati ad assumere un’importanza sempre maggiore», sottolinea.

Da qui la domanda politica che, secondo Bruni, dovrebbe accompagnare il dibattito sulla Conca: «Quale modello di gestione del territorio vogliamo per i prossimi decenni?».

“Se il Consiglio comunale di Sora assumerà una posizione politica diversa rispetto all’indirizzo che la Regione sta imprimendo al sistema, sarà inevitabile chiedersi quale sia la strategia del Sindaco e quale rapporto intenda avere con l’Ente Regionale. Perché le scelte politiche hanno conseguenze politiche” Sottolinea Massimiliano Bruni.

Il banco di prova per il Consiglio

Nell’intervento non manca un riferimento all’opposizione e, in particolare, ai consiglieri che si richiamano al centrodestra.

«Non basta sedersi al banco dell’opposizione per poi allinearsi alle volontà del sindaco. Su una questione così delicata bisogna avere il coraggio di assumere una posizione e spiegare ai cittadini perché la si assume», sostiene Bruni.

Il voto di domani, quindi, secondo l’esponente di Fratelli d’Italia, non riguarderà soltanto il contenuto formale della deliberazione, ma anche la posizione politica dei singoli consiglieri.

“Sarà interessante vedere se tutti saranno presenti e chi sarà in grado di difendere l’operato del centrodestra regionale a partire proprio dal capogruppo di Fratelli d’Italia. Perché anche un’assenza, domani, potrà avere un significato politico.” Afferma Bruni.

«Domani non si vota soltanto una delibera»

«Domani, in realtà, si misura qualcosa di molto più importante», conclude Bruni. «Si misura la distanza tra le promesse elettorali e la realtà amministrativa. Si misura la coerenza del sindaco che prima delle elezioni prometteva: “usciremo dalla Conca”. Si misura la serietà dell’opposizione».

E conclude con un appello alla chiarezza: «Aspettiamo risposte. Con atti. Con numeri. Con responsabilità. E soprattutto con quella chiarezza che i cittadini di Sora meritano».

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