Sono 519 le firme validate dall’Ufficio elettorale del Comune di Sora a sostegno della richiesta di interrompere, quando siano disponibili equivalenti di altre aziende, l’acquisto e la distribuzione dei farmaci prodotti dalla multinazionale israeliana Teva presso la Farmacia Comunale.
Si prospetta quindi un nuovo consiglio comunale straordinario per il sindaco Luca Di Stefano che comincia a fare i conti con l’attivismo dei cittadini che finalmente pare si stiano svegiando dal torpore.
Le sottoscrizioni erano complessivamente 561 e sono state raccolte nell’ambito della campagna nazionale “Teva? No grazie!”, promossa da BDS Italia e Sanitari per Gaza. La campagna invita istituzioni e farmacie comunali a ricercare alternative ai prodotti Teva quando ciò possa avvenire senza compromettere il diritto alla salute dei pazienti.
La petizione è stata consegnata al Comune dal Collettivo Baqun, insieme al medico e consigliere comunale Luciano Conte. Secondo i promotori, il numero di firme raccolte supera la soglia prevista dallo Statuto comunale per sottoporre formalmente la proposta all’amministrazione.
La richiesta non riguarda, nelle intenzioni dei promotori, tutti i medicinali Teva. Il documento prevede infatti che continuino a essere acquistati e forniti i farmaci salvavita qualora necessari e che possano essere utilizzati prodotti Teva quando non esista un equivalente terapeutico di un’altra azienda.
La sostituzione dovrebbe riguardare esclusivamente i medicinali per i quali siano disponibili equivalenti prodotti da altri produttori. Una condizione che, secondo il Collettivo Baqun, consentirebbe di portare avanti la campagna senza incidere sulla continuità delle terapie.
«È importante per noi chiarire – spiegano dal Collettivo Baqun – che la richiesta rispetta il diritto alla salute e non mira in alcun modo a impedire o limitare l’accesso dei cittadini alle cure».
La campagna contro Teva
L’iniziativa di Sora si inserisce nella campagna “Teva? No grazie!”, lanciata da BDS Italia e Sanitari per Gaza. Secondo i promotori, Teva è oggetto della campagna per i rapporti dell’azienda con Israele e per il ruolo che, a loro giudizio, avrebbe avuto nel contesto dell’occupazione dei Territori palestinesi e della guerra a Gaza. BDS Italia pubblica un dossier nel quale illustra le proprie accuse e le ragioni alla base della richiesta di boicottaggio.
La stessa campagna precisa che l’obiettivo è individuare alternative ai prodotti Teva quando ciò sia possibile senza ledere il diritto alla salute dei pazienti.
Nel caso di Sora, i promotori sostengono quindi che la proposta possa essere applicata ai medicinali per i quali siano disponibili equivalenti di altre aziende, lasciando invece garantita la disponibilità dei farmaci necessari alle terapie prive di alternative.
«Una richiesta che nasce dal basso»
Il Collettivo Baqun ringrazia le centinaia di cittadine e cittadini che hanno sottoscritto la petizione, oltre alla Bottega Sociale e alle associazioni e persone che hanno collaborato alla raccolta delle firme.
«Il rispetto del diritto internazionale e la tutela dei diritti umani passano anche attraverso le scelte quotidiane delle istituzioni», sostengono i promotori, chiedendo al Comune di Sora di valutare una politica di acquisti che privilegi, dove possibile, alternative ai prodotti Teva.
Ora la questione passa all’amministrazione comunale e al Consiglio. I promotori della petizione richiamano in particolare l’articolo 47 dello Statuto comunale, sostenendo che gli organi comunali dovranno discutere la proposta entro 90 giorni.
La campagna “Teva? No grazie!” è già stata portata in altri Comuni italiani e continua a chiedere alle amministrazioni pubbliche di valutare alternative ai prodotti dell’azienda israeliana quando queste siano disponibili e compatibili con la tutela della salute.
Adesso il sindaco Di Stefano e il presidente del consiglio Faccini dovranno mettere in agenda un nuovo consiglio comunale straordinario per rispondere alla richiesta dei cittadini sorani di togliere dalla farmacia comunale i prodotti dell’azienda israeliana. Anche qui, inevitabilmente si animerà la polemica politica su questo proposta. Vederemo se il presidente del Consiglio la riterà per le lunghe come ha fatto con la richiesta del Comitato Cittadino del Territorio o se invece accelererà la discussione. Sarà interessante capire quale sarà la posizione del PD di Sora in questa vicenda, ma lo scopriremo nelle prossime settimane







