Si farà nell’area di Santa Rosalia a Sora, l’impianto di trattamento dei rifiuti che la società Ambiente e Salute ha ideato, ottenendo dalla Regione un contributo di 5 milioni di euro per la realizzazione. Sora progetto circolare 2.6, questo il titolo del progetto che vedrà la realizzazione di un impianto di trattamento dei rifiuti.
“E’ il finanziamento più importante che questa amministrazione abbia ricevuto in questo mandato” Ha detto nel corso della presentazione il Sindaco Luca Di Stefano che, senza rendersene conto, ha certificato la scarsa capacità della sua amminsitrazione di attirare in città finanziamenti per opere pubbliche e servizi.07

Ma al netto di questa ammissione, il progetto presentato ieri al Palazzo Comunale, ha visto la partecipazione dell’assessore regionale Fabrizio Ghera, del presidente della commissione ambiente e sanità, Alessia Savo, del consigliere regionale Daniele Maura, oltre al sindaco Di Stefano, l’assessore al bilancio Altobelli e il presidente della Ambiente e Salute, Antonio Mele.
Significative ed anche indicative le parole di Daniele Maura che ha espresso soddisfazione per il progetto che si farà a Sora sottolineando “E’ un progetto importante che abbiamo voluto presentare a Sora, un progetto che spero sia utile per la tutela dell’ambiente e per ridurre la tassa sui rifiuti”.
Già la famosa tassa dei rifiuti, la TARI, contestatissima in città per via degli aumenti record, tra i più alti in Italia. Maura ha poi aggiunto “Questa provincia per troppo tempo ha ricevuto i riifiuti da altre provincie, adesso si potranno lavorare i rifiuti che verranno prodotti dalla provincia di Frosinone.”
Anche l’assessore Fabrizio Ghera ha sottolineato l’importanza di questo progetto. “Sora è una delle quattro comuni che con le proprie aziende pubbliche hanno partecipato e vinto il bando. E’ importante incrementare la differenziata, anche con i finanziamenti europei”.
“Questo progetto dovrà migliorare la qualità del servizio e della vità dei cittadini” Ha detto il primo cittadino sorano, Di Stefano aggiungendo i complimenti alla Ambiente e Salute. Certo migliorare il servizio di raccolta si potrebbe fare già da oggi, organizzando forse un pò meglio la gestione e la raccolta stessa, visti anche i tanti interinali inseriti dentro l’Ambiente e Salute.
L’impianto dovrebbe entrare in funzione nel 2028, ma l’amministrazione sta spingendo affinchè entri in funzione nel 2027. L’impianto verrà realizzato nella sede di Santa Rosalia, ed è un finanziamento per impianti già esistenti e non c’è possibilità di farlo in altra sede. L’impianto è un indoor quindi al chiuso e questo, secondo il presidente di Ambiente e Salute, non dovrebbe comportare cattivi odori o polveri sottili.
Come funzionerà l’impianto? Il sistema sarà altamente tecnologico e automatizzato. Il processo prevede l’apertura dei sacchi, la separazione dei materiali, la selezione delle plastiche e la pressatura finale in balle.
Sarà un impianto tecnologicamente avanzato che prevede anche l’utilizzo dell’intelligenza artificiale. L’impianto di trattamento è indoor, qundi al chiuso, questo dovrebbe garantire una maggiore sicurezza e un monitoraggio continuo dei parametri sia ambientali che produttivi.
L’obiettivo è di recuperare fino al 90% dei materiali da riciclare e ridurre drasticamente l’indifferenziarto da portare in discarica. Un obiettivo ambizioso, quindi. L’impianto avrà una capacità di 6 tonnellate l’ora e fino a 12.000 tonnellate annue.
Bisognerebbe capire, però, al di la del progetto, quali sono le valutazioni ambientali, lo studio sull’impatto, le metodologie dell’abbattimento delle polveri sottili, se l’Arpa ha già predisposto una valutazione in questo senso. Altrimenti l’affermazione che l’impianto è al chiuso e non produce odori e polveri può apparire banale, quando poco supportato da dati di fatto.
Il limite previsto per l’entrata in vigore dell’impianto di tratttamento è fissato a dicembre del 2028, ma l’intenzione dell’amministrazione è di realizzarlo e farlo entrare in funzione entro il 2027. Ora, dopo la presentazione, si dovrà procedere con la progettazione esecutiva e con tutte le autorizzazioni necessarie, le conferenze di servizio con tutti gli enti necessari anche per l’ottenimento di VIA e l’AIA e se sarà necessario anche per l’ottenimento del PAUR regionale per la sua realizzazione.
Un impianto del genere a regime, se usato nella giusta maniera, può portare alla riduzione dell’indifferenziato da trasferire in discarica con un abbattimento significativo su una delle due voci che compongono la TARI e anche produrre un risultato importante in termini di riciclo e rivendita dei prodotti riciclati, che ugualmente potrebbero portare ad un abbattimento significativo della tariffa comunale.
Intanto però, prima che tutto ciò diventi realtà c’è bisogno che si faccia la progettazione definitiva e si passi poi all’ottenimento delle autorizzazioni necessarie per la realizzazione dell’impianto.






