Il rientro di Antonio Lecce in consiglio comunale a Sora ha riaperto vecchi dissapori interni al partito di Fratelli d’Italia. L’occasione l’ha data proprio il rientro dell’ex consigliere comunale di Posta Fibreno, dove Lecce si era fatto eleggere, non essendo stato eletto a Sora. Le dimissioni di Federico Altobelli dal consiglio comunale sorano, ha liberato la casella per Antonio Lecce.
Anche il coordinatore di FDI Federico Mosticone ha espresso apprezzamento per Antonio Lecce affermando “Il ritorno dell’Avvocato Antonio Lecce nel Consiglio comunale di Sora è una splendida notizia per la città, che riacquista un rappresentante autorevole, presente e collaborativo, come già dimostrato nelle sue precedenti esperienze amministrative. I tanti consensi ricevuti alle scorse elezioni comunali lo hanno confermato, e ci rendono orgogliosi di averlo tra le nostre fila. Fratelli d’Italia è il partito che ha saputo essere punto di riferimento per il paese anche prima di guidare il governo, e da oggi finalmente, con Antonio Lecce e in piena sintonia con il coordinamento locale del partito, lo sarà ancora di più anche a Sora “.
Quindi tutto ok? Neanche per idea. L’ingresso di Antonio Lecce ha scatenato una dura presa di posizione del consigliere comunale Francesco Monorchio che ha paragonato l’ingresso di Lecce come “la certificazione del fallimento della passata amministrazione (nella quale Lecce era presidente del Consiglio ndr) e del principale partito che la sosteneva, ovvero FDI “
Monorchio ha anche aggiunto che era presente solo per far mantenere il numero legale e che avrebbe votato per senso di responsabilità. Uno strano cerchiobottismo, perché se un consigliere assume una posizione del genere per una surroga, la naturale conseguenza è uscire dall’aula del consiglio.
Proprio le dichiarazioni di Monorchio hanno aperto la stura ad una replica da parte dell’ex amministratore Massimiliano Bruni, che portò FDI nella precedente consiliatura, il quale senza giri di parole ha accusato i consiglieri Baratta, De Gasperis e Mosticone di essere stati zitti ed inermi dopo l’attacco di Monorchio ad Antonio Lecce.
“È bene ricordare che proprio loro sono stati membri di spicco della precedente
amministrazione, oggi così aspramente criticata e offesa.” Ha detto Bruni.
“Come possono questi consiglieri permettere di essere offesi in maniera così
scomposta da un proprio collega di banco, rispetto a scelte amministrative di cui loro
stessi sono stati protagonisti e responsabili? ” ha chiesto Bruni che ha ancora attaccato i tre consiglieri tra cui il coordinatore comunale di Fratelli d’Italia.
“La domanda apre a due sole possibili conclusioni: erano inconsapevoli e politicamente
irrilevanti prima, oppure non hanno diritto di parola e autonomia ora.
Sarebbe opportuno conoscere, sempre se avete ancora un briciolo di dignità politica,
perché non prendete pubblicamente le distanze dalle affermazioni del collega
Monorchio ? Siete consapevoli che di fatto delegittima anche il vostro operato
passato? “.
Volano gli stracci quindi dentro Fratelli d’Italia, anche perché i bene informati affermano che doveva essere proprio Massimiliano Bruni a subentrare in consiglio comunale, e non Antonio Lecce.
Tra i due infatti ci sarebbe stato un tacito accordo, assunto tempo fa, quando Lecce venne indicato quale candidato sindaco a Posta Fibreno d’accordo con Bruni, in cambio della rinuncia in caso di possibile ingresso nel consiglio comunale di Sora, al quale sia Lecce e Bruni si erano candidati.
Un patto quindi che Antonio Lecce non avrebbe rispettato. L’attacco di Monorchio quindi, per alcuni esponenti di FDI, sarebbe stato preparato, anche se poi la replica di Bruni non da luogo a pensare che lo fosse.
Resta la querelle interna a Fratelli d’Italia. Da una parte Massimiliano Bruni che rivendica il rispetto del patto politico ed elettorale sancito proprio con Antonio Lecce.
Dall’altra Lecce che invece, sostenuto dal partito, non rispetta il patto ed entra in consiglio comunale.
Qualcuno potrebbe parafrasare il titolo di una vecchia commedia “Arsenico e vecchi merletti” nel rappresentare quanto accade dentro Fratelli d’Italia, soprattutto nello scontro, ormai alla luce del sole tra l’ala che fa capo a Ruspandini e quella che si sta concretizzando che vedrebbe in Fabio De Angelis e Giancarlo Righini una nuova corrente dentro Fratelli D’Italia, una corrente di governo.
Chi sta alla finestra e si gode lo spettacolo è il sindaco di Sora, Di Stefano, che non aveva nascosto un certo fastidio nel ritrovarsi in consiglio comunale Massimiliano Bruni.
Insomma la surroga di Altobelli scoperchia il vaso di pandora dentro Fratelli d’Italia che non ha problemi interni solo a Sora. Anche nel capoluogo è in atto un braccio di ferro interno, anche se per ora sembra reggere, non senza fatica, l’accordo tra Tagliaferri e Aldo Mattia.







