Mancano oramai quattro giorni all’assemblea pubblica organizzata dal Comitato Sora: Missione Trasparenza sulla vicenda Tari, che sta animando da agosto il dibattito a Sora. Adesso, oltre all’incertezza della sede, visto che il Comune ancora non ha comunicato l’assenso all’utilizzo di una sala pubblica, arrivano i dinieghi diplomatici da parte della Provincia e della società partecipata in house del Comune, Ambiente e Salute che di fatto non consentono di avere accesso agli atti.
Una situazione al limite tra il grottesco e la farsa per l’ostruzionismo messo in campo dall’amministrazione di Sora e dalla giunta Di Stefano che sembra proprio fare di tutto per impedire al comitato civico di proseguire nella missione trasparenza sugli atti amministrativi riguardanti al Tari del comune.
Una situazione imbarazzante, così è stata definita dallo stesso comitato. Con una nota a firma del direttore generale della Provincia di Frosinone, guidata sempre dal sindaco di Sora Luca Di Stefano, è stata evidenziata l’impossibilità di consegnare i documenti riguardanti la Re.Mat e la Saf.
Nella nota si fa riferimento al fatto che la Saf è partecipata dalla Provincia ma solo all’1 per cento e questo non da luogo al controllo diretto da parte della Provincia, nè tanto meno la SAF sarebbe tenuta a trasmettere atti specifici.
Per quanto riguarda la Re.Mat invece non essendo una società controllata dalla Provincia in nessun modo, l’Ente non è in possesso di nessun atto e quindi non può dare seguito alla richiesta del comitato.
Una risposta che arriva dopo un mese dalla richiesta via pec inoltrata dal Comitato, trovando formalmente una giustificazione.
Anche Ambiente e Salute ha declinato la richiesta di accesso agli atti, in quanto come scritto nella nota a firma del dr. Orlando Pizzuti, il sito internet sarebbe in ristrutturazione e al momento non è possibile quindi, rendere pubblici i documenti relativi ai bandi di gara, al personale, bilanci, pagamenti, controlli e rilievi.
Una risposta che arriva solo pochi giorni fa a seguito di una pec inviata alla società in house del comune di Sora, il 30 ottobre scorso. Hanno impiegato più di un mese per rispondere al comitato.
Eppure già ad agosto scorso era stato evidenziato come il portale trasparenza della società in house fosse in difetto, non essendovi pubblicati i documenti relativi al bilancio della società.
Persiste quindi, formalmente, l’adeguamento del sito, ma nella sostanza si continua a negare atti pubblici che darebbero il giusto peso e la giusta misura sulla gestione della società in house e che dovevano essere pubblicati da mesi sul sito istituzionale.
Ma il comitato non si da per nulla per vinto. Le due animatrici dello stesso, Serena Rea e Susy Capobianco, proseguono sulla loro strada ed invitano i cittadini domenica 14 ad essere numerosi all’assemblea pubblica convocata.
A questo si aggiunge anche il solito tentativo di delegittimazione del comitato stesso da parte delle voci montate ad arte secondo cui questo comitato sarebbe di parte e starebbe facendo politica.
Un comitato che sta facendo una battaglia sulla trasparenza amministrativa sugli atti della Tari è di parte, ma dalla parte dei cittadini, non certo della politica che invece, nei fatti, poco interessa e mal digerisce cittadini che si autorganizzano.
Un comitato che sveglia le coscienze dei cittadini per una causa che riguarda tutti gli abitanti di Sora fa politica nel senso più nobile del termine, ovvero sta svolgendo un ruolo che i politici di Sora non stanno facendo e chissà per quale ragione non lo fanno.
Quindi per venga un comitato che anima i cittadini alla partecipazione della vita democratica di una città partendo dal basso.
E lo spiegano bene le due caparbie animatrici del comitato. “Non siamo qui contro un Sindaco o contro un partito, siamo qui perché, qualsiasi Amministrazione si insedi a Sora si ricordi che ci sono dei cittadini a cui rendere conto” Dicono Serena Rea e Susy Capobianco.
“Voi sapete cosa significa quando un aumento delle tasse arriva all’improvviso, ingiustificato e ingiusto? Significa un peso pesante per le famiglie che faticano ad arrivare alla fine del mese. Significa un colpo durissimo alle attività economiche della nostra città, quelle poche che provano a resistere in questa giungla.” Aggiungono.
“Tutto questo si riassume in un vecchio detto “paga Pantalone”. Pantalone è l’onesto, il fesso che si fa carico degli sprechi nascosti, dell’inefficienza e di chi non paga. La nostra battaglia non è contro le tariffe in sé, ma contro l’opacità , contro le spese assurde, contro i documenti mutilati, contro le false priorità.” Proseguono le due animatrici del Comitato Sora: Missione Trasparenza.
“Noi vogliamo una città dove i soldi di tutti siano gestiti con rigore, come se fossero i soldi di casa nostra e non con lo spreco e l’omertà. Il giorno dopo la nostra Assemblea, noi torneremo alle nostre vite, ma non prima di aver gettato il seme del controllo civico.” Fanno sapere Susy e Serena.
“Non ti chiederemo di firmare per tessere di partito, ti chiediamo di difendere la tua dignità di cittadino che paga e che pretende in cambio trasparenza e servizi decenti, comprese le strade”. Concludono Rea e Capobianco.



