Si celebra la 13ª Giornata Nazionale di Prevenzione dello Spreco Alimentare. Federconsumatori, da tempo attiva sul tema, sottolinea quanto sia ancora lungo il cammino verso un taglio deciso degli sprechi, nonostante alcuni segnali positivi emersi dall’ultimo rapporto dell’Osservatorio Waste Watcher International.
Il Rapporto indica che ogni italiano getta via ogni settimana 554 grammi di cibo, una riduzione del 10% rispetto all’anno precedente. Tuttavia, il valore economico dello spreco domestico resta a quota 7,3 miliardi di euro; salendo a oltre 13 miliardi se si considera tutta la filiera, dall’agricoltura al consumo finale. Tra i prodotti più colpiti dallo spreco si trovano frutta, verdura e pane.
Il rapporto mette in evidenza anche dati preoccupanti sull’insicurezza alimentare. L’indice nazionale ha raggiunto nel 2026 quota 14,36 con un aggravamento sensibile nel Sud Italia, dove si registra un aumento del 28%, e tra i giovani della generazione Z, con un incremento del 50%. Una fotografia che rispecchia come la riduzione della spesa alimentare sia diventata una scelta obbligata per molte famiglie, anche su un bene essenziale come il cibo.
Federconsumatori sollecita interventi decisi e sistematici per affrontare il problema. Ritiene necessario rendere più chiare le etichette alimentari, in particolare su conservazione e scadenza, migliorare l’educazione degli acquisti responsabili e sostenibili, e colmare le carenze gestionali lungo la filiera distributiva, che si riflettono anche sul caro-prezzi.
La sigla rilancia anche alcuni consigli concreti per le famiglie: pianificare menù e lista della spesa, verificare le scorte prima di acquistare, preferire prodotti stagionali e locali, controllare termini di scadenza e condizioni di conservazione, riutilizzare gli avanzi o ricorrere al congelamento, e sfruttare piattaforme digitali che aiutino a ridurre lo spreco e a risparmiare.
Federconsumatori invita cittadini e istituzioni a un cambio di passo culturale e organizzativo, per avvicinarsi concretamente agli obiettivi ONU e ridurre in modo significativo lo spreco alimentare in Italia.


