Lo Stadio Francioni e il complesso sportivo Gino Bondioli tornano al centro del dibattito politico a Latina. La vicenda dell’affidamento degli impianti è approdata ieri mattina in commissione Trasparenza, convocata dalla presidente Maria Grazia Ciolfi, dopo il confronto, anche aspro, sviluppatosi nelle ultime settimane tra il Comune e il Latina Calcio 1932.
Una seduta lunga, nel corso della quale sono emersi nuovi elementi sulle due procedure avviate dall’amministrazione comunale e, secondo i gruppi di opposizione, sono rimasti ancora diversi interrogativi sulle scelte e sui tempi delle procedure.
Il punto centrale riguarda il destino dell’Atletico Pontinia, protagonista di entrambe le gare. L’ATI composta dall’ASD Atletico Pontinia e dalla HSS Consulting di Silvano Morandi, già amministratore delegato di Acqualatina, era infatti l’unico operatore ad aver presentato un’offerta per la concessione ventennale del Francioni e del Bondioli. L’offerta, però, è stata esclusa per carenza documentale.
Parallelamente, l’ASD Atletico Pontinia è l’unico soggetto ad aver presentato domanda per il cosiddetto bando ponte relativo alla stagione 2026/2027. La procedura è ancora in corso e gli uffici stanno effettuando le verifiche sui requisiti.
È proprio questo passaggio ad alimentare i dubbi dell’opposizione: lo stesso soggetto che ha partecipato alla gara ventennale, venendo poi escluso insieme all’ATI, è oggi l’unico operatore in corsa per la gestione temporanea dell’impianto.
Gara ventennale, l’unica offerta è stata esclusa
La prima novità emersa in commissione riguarda dunque la procedura per la concessione ventennale del Francioni e del Bondioli.
Secondo quanto riferito dai consiglieri di LBC, Pd, M5S e Per Latina 2032, l’unica offerta presentata era quella dell’ATI composta da ASD Atletico Pontinia e HSS Consulting. L’offerta è stata successivamente esclusa per una carenza nella documentazione.
I consiglieri riferiscono inoltre che durante la commissione la dirigente al Patrimonio Alessandra Pacifico avrebbe indicato erroneamente la società come «SSH Srl».
La conseguenza, secondo quanto emerso, è che la gara ventennale non sarà aggiudicata e dovrà essere riproposta.
«Non diciamo che i bandi siano illegittimi, perché non spetta a noi e non è questo ciò che è emerso oggi», sottolineano i gruppi di opposizione. «Diciamo però che sono state evidenziate criticità e scelte amministrative sulle quali è doveroso fare chiarezza».
Il bando ponte e la presenza dell’Atletico Pontinia
Parallelamente alla gara ventennale, il Comune ha predisposto una procedura ponte per assicurare la gestione dell’impianto nella stagione sportiva 2026/2027.
Anche in questo caso è arrivata una sola domanda, quella dell’ASD Atletico Pontinia, ma le verifiche sui requisiti non sono ancora concluse.
«Nessuna conclusione può essere tratta in assenza dell’esito delle verifiche – spiegano i consiglieri – ma il dato merita la massima attenzione istituzionale».
L’opposizione evidenzia inoltre che l’Atletico Pontinia, secondo quanto riferito in commissione, non avrebbe il titolo di una prima squadra.
Il nodo, dunque, non viene indicato come una prova di irregolarità, ma come un elemento che i consiglieri chiedono di approfondire alla luce della sovrapposizione tra le due procedure.
Canone da 75mila euro e oneri per il concessionario
Un altro capitolo riguarda le condizioni economiche e gli obblighi previsti dal bando ventennale.
Tra gli elementi evidenziati in commissione ci sono un canone annuo di 75mila euro, gli obblighi di manutenzione ordinaria e straordinaria e la situazione urbanistica del complesso Gino Bondioli.
La destinazione urbanistica attuale dell’area viene indicata come rurale e la documentazione di gara contempla anche la necessità di una variante urbanistica a carico del futuro gestore.
Per l’opposizione, il problema non sarebbe la scelta di una concessione pluriennale, ma l’impostazione complessiva del bando.
«Se a una gara ventennale così importante partecipa un solo soggetto e quello stesso soggetto viene poi escluso – osservano i consiglieri – evidentemente una riflessione sulla sostenibilità e sull’impostazione della procedura va fatta».
Perché scegliere una gara ponte?
Altro interrogativo riguarda la decisione di ricorrere al bando ponte.
Gli uffici hanno spiegato che, alla scadenza della precedente concessione, era necessario procedere attraverso un’evidenza pubblica per affidare nuovamente l’impianto.
L’opposizione chiede però perché, nelle more della nuova gara ventennale, non sia stata valutata una soluzione diversa, come il rientro dell’impianto nella disponibilità del Comune e una successiva concessione in uso secondo il regolamento comunale.
«È necessario capire perché si sia scelto proprio il bando ponte e con quali valutazioni», sostengono i consiglieri, richiamando anche l’interrogativo posto dal consigliere di Noi Moderati Emiliano Licata.
A destare perplessità è inoltre l’obbligo, previsto per il concessionario temporaneo, di farsi carico anche della manutenzione straordinaria per un periodo massimo di dodici mesi. Una condizione che, secondo l’opposizione, potrebbe restringere ulteriormente il numero dei soggetti interessati.
La durata della concessione ponte
Resta poi da chiarire, secondo i consiglieri, la durata effettiva della concessione temporanea.
«Nella determina a contrarre si fa riferimento alla stagione sportiva 2026/2027, mentre viene prevista anche una garanzia fideiussoria collegata a un eventuale tacito rinnovo», spiegano.
Da qui la domanda: la concessione è limitata alla stagione 2026/2027 oppure è previsto un meccanismo di rinnovo?
«Delle due l’una», sostiene l’opposizione, che chiede quindi un chiarimento formale sul punto.
Il nodo dei requisiti e il caso Palaboxe
La discussione si sposta poi sulla coerenza nell’applicazione dei requisiti negli affidamenti degli impianti sportivi comunali.
In particolare, l’opposizione richiama il requisito relativo all’assenza di morosità. «Se è un requisito necessario per partecipare a una concessione importante come quella del Francioni, come è giusto che sia, deve diventare un criterio applicato in maniera coerente a tutti gli affidamenti degli impianti sportivi comunali».
Nel mirino torna anche la vicenda del Palaboxe, già sollevata dalla capogruppo del Pd Valeria Campagna e sulla quale il Consiglio di Stato ha sospeso l’aggiudicazione, rinviando la questione alle successive valutazioni giudiziarie.
«Non stiamo sostenendo che le situazioni siano identiche», precisano i consiglieri. «Chiediamo però quale sia il criterio generale dell’amministrazione e perché alcuni requisiti vengano valorizzati in determinate procedure e non in altre».
Un interrogativo che, secondo l’opposizione, dovrebbe riguardare anche gli altri impianti sportivi comunali, a partire dalla piscina.
Gara da rifare: «Occasione per correggere il tiro»
Il mancato perfezionamento della gara ventennale, per i gruppi di minoranza, dovrebbe diventare ora l’occasione per rivedere l’impostazione della procedura.
«Il fatto che la prima gara non sia arrivata all’aggiudicazione non deve essere visto soltanto come un incidente di percorso», sostengono i consiglieri, secondo i quali sarebbe necessario rendere il bando «più sostenibile» e ampliare la platea dei possibili partecipanti.
Un modello che, ricordano, sarebbe già stato adottato in altre procedure, come quella relativa al campo sportivo Vincenzo D’Amico.
La segnalazione all’ANAC
Nel corso della commissione è stato affrontato anche il tema della segnalazione presentata dal Latina Calcio 1932 all’ANAC.
Il Comune ha già trasmesso all’Autorità una propria relazione. L’opposizione, per il momento, preferisce non anticipare valutazioni.
«Attendiamo di capire se l’Autorità deciderà di avviare o meno un procedimento di verifica sulle procedure», affermano i consiglieri.
Alla commissione era stata convocata anche la segretaria generale, nella sua veste di responsabile della prevenzione della corruzione e della trasparenza. La Macrì ha comunicato la propria indisponibilità per la seduta, manifestando però la disponibilità a partecipare a una successiva convocazione.
«Restano ancora molte domande»
Per l’opposizione, dunque, la commissione Trasparenza ha consentito di riportare il confronto nelle sedi istituzionali, ma non ha chiuso tutti i punti della vicenda.
Restano da approfondire, in particolare, le contestazioni contenute nelle istanze presentate dal Latina Calcio per chiedere la revoca e l’annullamento in autotutela dei bandi, documentazione che i consiglieri affermano di aver potuto acquisire soltanto nella giornata odierna, dopo una specifica richiesta agli uffici.
Tra gli interrogativi considerati centrali c’è anche quello relativo alla successione temporale delle due procedure.
«Quando è stata decisa la gara ponte, cosa sapeva già l’amministrazione? A che punto era la prima gara e quali elementi erano già conosciuti quando è stata avviata la seconda procedura?».
Domande alle quali l’opposizione chiede ora di dare risposta attraverso una ricostruzione puntuale di tempi, atti e informazioni disponibili nei diversi momenti.
Sul tavolo resta soprattutto il futuro dello Stadio Francioni e, con esso, quello della squadra della città.
L’opposizione annuncia infine nuovi passaggi in commissione, a partire dalla verifica della partita dare-avere tra Comune e Latina Calcio in commissione Bilancio e Patrimonio, auspicando che quanto emerso oggi possa portare l’amministrazione a rivedere le procedure, garantendo criteri uniformi, maggiore apertura alla concorrenza e condizioni sostenibili per la gestione degli impianti sportivi comunali.
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