L’Osservatorio Nazionale Federconsumatori (O.N.F.) ha pubblicato le prime stime riguardo ai rincari che colpiranno le famiglie italiane nel corso del 2026. Secondo l’associazione, ogni nucleo dovrà affrontare un aumento complessivo delle spese di 672,60 euro annui.
Questo dato arriva nonostante le previste riduzioni dei costi dell’energia, segnalando che i risparmi su questo fronte saranno ampiamente compensati da rincari in altre voci di spesa.
Le principali aree interessate dagli aumenti sono il settore alimentare, le assicurazioni auto – influenzate in particolare dall’innalzamento dell’aliquota sulle polizze infortunio conducente connesse alla RC auto – e il comparto delle spedizioni. Su quest’ultimo pesa l’introduzione della tassa sui pacchi provenienti dai Paesi extra UE con valore inferiore a 150 euro.
Un altro elemento che incide significativamente è l’aumento delle accise sul diesel. Pur considerando che i mezzi pesanti possono usufruire di un rimborso, la Federconsumatori sottolinea che tale beneficio non è previsto per i veicoli più piccoli, utilizzati largamente nella distribuzione su gomma. L’associazione invita il Governo a riflettere su questa lacuna per evitare ulteriori rincari nei prezzi dei beni e servizi.
Federconsumatori evidenzia che questa nuova “stangata” si inserisce in un contesto già reso difficile dagli aumenti degli ultimi cinque anni, che – secondo i dati dell’associazione – hanno eroso oltre 5.538 euro del potere di acquisto familiare. L’effetto cumulativo di questi rincari ha costretto molte famiglie a tagli e rinunce, accrescendo le disuguaglianze in settori essenziali come energia e alimentazione.
Nel comunicato, Federconsumatori sottolinea: “Per questo ci saremmo aspettati una manovra più incisiva, che sostenesse le famiglie e non le caricasse di ulteriori aumenti. Che prevedesse, ad esempio, una riforma fiscale equa; la rimodulazione dell’Iva sui generi di largo consumo (che consentirebbe un risparmio di oltre 516 euro annui a famiglia); la creazione di un fondo di contrasto alla povertà energetica e alla povertà alimentare; lo stanziamento di risorse adeguate per la sanità pubblica e per il diritto allo studio. Misure necessarie e urgenti, ma ancora assenti dall’azione di Governo.”


