Tra settembre e novembre 2025, le famiglie italiane si preparano ad affrontare una spesa complessiva di 2.981,10 euro per far fronte agli obblighi stagionali più onerosi.
Il dato emerge dall’analisi dell’O.N.F. – Osservatorio Nazionale Federconsumatori, che segnale un leggero aumento rispetto allo scorso anno, nonostante una frenata dei costi energetici e dei testi scolastici.
L’elenco delle principali voci di spesa è guidato dalle bollette (acqua, luce, gas, telefonia), che ammontano a 1.120,70 euro e segnano un incremento del 2,4%.
Seguono la TARI (182,90 euro), il riscaldamento (399,70 euro, +1,7%), e la salute, per la quale sono previsti 281,90 euro (+1,5%).
Sul fronte scuola, tra libri, dizionari e parte del corredo, le famiglie spenderanno 995,90 euro, in calo del 2,6%. La somma totale delle spese base è di 2.981,10 euro, con un aumento dello 0,4% in un contesto di stagnazione dei salari e calo del potere d’acquisto.
A queste voci si aggiunge un ulteriore aumento della spesa alimentare, che salirà a 1.697,50 euro nel periodo dell’autunno 2025, in crescita del 4,2% rispetto al 2024.
I rincari hanno un impatto importante sulle scelte di consumo delle famiglie, spesso costrette a tagliare sulla qualità e quantità dei prodotti alimentari. I costi condominiali crescono del 3,3%, mentre una nota positiva arriva dai carburanti, in calo del 5,6% rispetto ai picchi degli ultimi anni.
“Queste spese risulteranno ancora troppo onerose per molte famiglie, considerata la stagnazione dei salari e la notevole perdita di potere d’acquisto dei redditi fissi”, commenta Michele Carrus, Presidente di Federconsumatori. “Questi aumenti non si ripercuoteranno negativamente soltanto sulla vita dei cittadini, ma anche sull’intero sistema economico e produttivo, riducendo la domanda interna proprio quando, invece, andrebbe rafforzata.”
Per arginare i rincari, Federconsumatori propone la rimodulazione dell’IVA sui beni di largo consumo, la creazione di un fondo contro la povertà energetica e alimentare, maggiori risorse per sanità pubblica e diritto allo studio, e una riforma fiscale più equa a favore dei redditi medio-bassi.


