Nella notte, la Global Sumud Flotilla è stata assaltata in acque internazionali dalla marina militare di Israele. Le minacce del governo israeliano sono diventate realtà di fronte all’inazione del governo italiano e di altri governi delle 44 nazioni rappresentate negli equipaggi della Flotilla.
La fregata Alpino, nave della Marina Militare Italiana, si è tenuta a distanza, a 150 miglia marine da Gaza. Nel frattempo, Tommy (Tommaso Bortolazzi) e il suo equipaggio, formato da tre cittadini turchi e uno uruguayano, sono stati oggetto di abbordaggio e di uso ostile di idranti da parte della marina israeliana.
Secondo le procedure previste, l’equipaggio ha messo fuori uso i dispositivi personali, mentre le apparecchiature delle imbarcazioni sono state disattivate tramite tecnologie israeliane in collaborazione con aziende italiane, in particolare Leonardo.
Oltre 40 imbarcazioni hanno tentato di raggiungere Gaza con l’obiettivo di rompere l’assedio e fornire testimonianza sulla crisi umanitaria in corso, caratterizzata da distruzione di infrastrutture e dalla minaccia della fame secondo quanto riferito nel comunicato.
“Sappiamo che Tommy ed il suo equipaggio stanno insieme e sono ostaggi del governo israeliano. Sì, ostaggi, non ospiti, né detenuti, ostaggi, così come gli altri 10.000 palestinesi di cui nessuno parla”, si legge nel testo.
Il comunicato ripercorre la storia di Tommy, romano cresciuto ai Castelli, impegnato già nel 2007 in iniziative di solidarietà verso la Palestina. L’assedio e le difficoltà della popolazione vengono inquadrate in un lungo contesto storico, definito “Nakba” o “catastrofe”.
A seguito della notizia dell’assalto, Albano è stata teatro di una manifestazione spontanea che ha visto la partecipazione di centinaia di persone, tra cui anche numerosi stranieri e famiglie, unite sotto slogan come “Basta Genocidio” e “Palestina libera dal fiume fino al mare”. La protesta si è svolta in modo pacifico e ha trovato il sostegno di molti cittadini.
Prossimi appuntamenti sono stati annunciati: un corteo dal Colosseo, un “cacerolazo” organizzato da Non Una di Meno ad Albano, uno sciopero generale proclamato da sindacati di base e CGIL venerdì 3 ottobre, e una manifestazione nazionale sabato a Roma con ritrovo a Porta S. Paolo. Gli organizzatori invitano la partecipazione e sottolineano la vocazione dei Castelli Romani alla solidarietà e alle battaglie civili.







