A Frosinone il tema della TARI si trasforma in un caso politico-amministrativo che chiama in causa trasparenza e controllo democratico. Due consiglieri comunali, Giovambattista Martino per FutuRa e Pasquale Cirillo, per Forza Italia, hanno richiesto i dati completi sulla morosità del tributo per esercitare il proprio ruolo istituzionale. Una richiesta legittima, prevista dall’articolo 43 del TUEL, che garantisce accesso pieno e diretto agli atti.
Dati incompleti e versioni inconciliabili
Alla prima istanza, l’Amministrazione ha risposto con un elenco anonimo dei contribuenti morosi dal 2014 al 2022, corredato da codici numerici identificativi. Tuttavia, alla successiva richiesta di integrazione, è arrivato un secondo elenco: indirizzi parziali, meno della metà dei casi iniziali e senza i codici precedenti, rendendo di fatto impossibile incrociare i dati.
Dopo un’ulteriore richiesta, avanzata quindici giorni fa, è calato il silenzio. Nessuna risposta, nessun diniego motivato, nessuna comunicazione interlocutoria.
“Trasparenza selettiva” e controllo depotenziato
Il risultato è un cortocircuito istituzionale: da un lato la legge riconosce ai consiglieri il diritto di controllo, dall’altro la prassi amministrativa sembra aggirarlo attraverso l’inerzia. Una “trasparenza selettiva” che limita l’accesso alle informazioni strategiche.
La questione non è marginale. La morosità TARI incide direttamente sulle entrate destinate ai servizi pubblici. Conoscere la distribuzione del debito è essenziale per valutare l’efficacia della riscossione e l’equità del sistema contributivo.
Morosità milionaria: i numeri
Dai dati, seppur parziali, emergono cifre rilevanti:
- 520 soggetti giuridici con debiti superiori ai 1.000 euro
- oltre 2,85 milioni di euro non riscossi
- il 76% del debito totale concentrato su attività economiche
Un dato che evidenzia uno squilibrio: mentre molte famiglie contribuiscono regolarmente, una parte significativa delle attività produttive risulta inadempiente, sottolineano i consiglieri comunali.
Segnalazione al Prefetto
Di fronte all’assenza di risposte, i consiglieri hanno annunciato una segnalazione al Prefetto. Un passaggio istituzionale che segna la rottura del dialogo interno e apre a verifiche esterne.
Il rischio, secondo i firmatari, è che la questione possa assumere contorni ancora più rilevanti qualora le anomalie contabili trovassero conferma.
Nel frattempo, il silenzio dell’Amministrazione continua. E, in questo caso, pesa quanto – se non più – delle risposte.
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