L’arrivo dei bollettini per l’acconto della Tari 2026, a Sora, riaccende il dibattito sulla tassa dei rifiuti in città. A intervenire è nuovamente il Comitato Missione Trasparenza, che invita cittadini e commercianti a non interpretare il lieve calo degli importi richiesti come un segnale di riduzione della tariffa.
Secondo il comitato, infatti, le somme indicate nei bollettini rappresentano soltanto un acconto provvisorio, mentre le tariffe definitive per il 2026 non sono ancora state approvate dal Comune.
Tariffe 2026 ancora da definire
Missione Trasparenza sottolinea come l’amministrazione di Sora, abbia tempo fino al 31 luglio per approvare il piano tariffario definitivo della Tari 2026.
Nella documentazione allegata ai bollettini, viene infatti specificato che il saldo sarà calcolato sulla base delle tariffe che verranno successivamente approvate.
Per questo motivo, secondo il comitato, l’importo leggermente inferiore richiesto in questa fase non rappresenterebbe necessariamente una riduzione della tassa complessiva.
Acconto più basso, ma il saldo resta un’incognita
L’analisi effettuata dal comitato evidenzia che l’acconto inviato ai contribuenti sarebbe stato calcolato utilizzando parametri analoghi a quelli dello scorso anno, ma con una diversa ripartizione tra acconto e saldo.
In pratica, il pagamento iniziale potrebbe risultare più leggero rispetto al 2025, mentre la quota finale da versare a conguaglio potrebbe essere più elevata.
Una situazione che alimenta le preoccupazioni di cittadini e attività commerciali, già alle prese con gli aumenti registrati negli anni precedenti.
Il precedente del 2025
La questione Tari resta particolarmente sensibile a Sora dopo gli aumenti registrati nell’ultima annualità.
Proprio su questo aspetto il Comitato Missione Trasparenza richiama l’attenzione dell’opinione pubblica, evidenziando come il dibattito sulle tariffe sia tutt’altro che chiuso e come le decisioni che verranno assunte nelle prossime settimane possano incidere in maniera significativa sulle bollette finali.
Il riferimento al metodo ARERA MTR-3
Nella nota diffusa dal comitato viene richiamata anche la nuova regolamentazione introdotta da ARERA attraverso il metodo tariffario MTR-3, valido per il periodo 2026-2029.
Secondo quanto previsto dal nuovo sistema, le entrate tariffarie dei Comuni potranno registrare incrementi entro determinati limiti, tenendo conto di fattori quali inflazione, recupero di produttività e investimenti destinati al miglioramento del servizio di raccolta e gestione dei rifiuti.
Missione Trasparenza evidenzia in particolare il peso del cosiddetto coefficiente di potenziamento del servizio, che potrebbe incidere in modo significativo sull’evoluzione delle tariffe.
La richiesta di trasparenza
Il comitato conclude invitando l’amministrazione comunale a fornire chiarimenti sulle future scelte tariffarie e a rendere pubblici gli elementi che porteranno alla definizione della Tari 2026.
L’obiettivo dichiarato è quello di garantire la massima trasparenza su una materia che interessa direttamente famiglie, commercianti e imprese del territorio.
Certo chiedere trasparenza al sindaco Di Stefano e alla sua maggioranza di destra-sinistra è tutto dire, visto che i cittadini stanno ancora attendendo risposte sulla Tari dello scorso anno e la richiesta di pubblicazione, mai rispettate, dei dati di bilancio della società partcipata del Comune che effettua la raccolta dei rifiuti.
In attesa dell’approvazione definitiva delle tariffe, il confronto sulla tassa rifiuti resta quindi aperto e destinato a proseguire nelle prossime settimane.






