Azione interviene sulla vicenda che riguarda la stagnazione dell’amministrazione comunale di Terracina, con il Sindaco che ha ritirato le deleghe agli assessori, che di fatto restano in comune senza incarichi particolari da assolvere, mentre i partiti non riescono a trovare una quadra su come procedere, una giunta sospesa di fatto.
Una situazione tra il paradosso e l’imbarazzo di una comunità che aspetta di capire come si risolveranno i problemi di Terracina. Arcangelo Palmacci ha le idee chiare su quanto sta accadendo e non mancano le critiche.
“E’ passato oltre un mese da quando il sindaco ha ritirato le deleghe agli assessori.
Una scelta che svuota completamente di significato il ruolo stesso degli assessori, costretti a restare formalmente in carica ma privati di ogni funzione reale, esposti così a un’umiliazione istituzionale: percepire un’indennità senza poter svolgere il proprio lavoro non è solo un problema etico, ma anche una questione di dignità personale.” Dice il Segretario di Azione.
“Ma il punto non è soltanto la sorte degli assessori. Il vero nodo riguarda il funzionamento della macchina amministrativa. Già in condizioni “normali” questa giunta si era distinta per lentezza, disorganizzazione e scarsa incisività.” Prosegue Palmacci.
“Ora, a questa inefficienza politica cronica, si aggiunge un vuoto istituzionale ancora più preoccupante: un’amministrazione sospesa, settori comunali senza guida politica, dirigenti senza indirizzi chiari, decisioni rinviate o ferme. Piove sul bagnato.” Puntualizza Palmacci.
“Così, giorno dopo giorno, cresce la sfiducia nei cittadini, cresce la percezione di una città abbandonata, senza governo, senza direzione.
Ma il tempo dell’attesa non è neutro: ogni giorno senza una squadra di governo operativa è un giorno perso per affrontare urgenze, programmare interventi, intercettare risorse, rispondere ai bisogni concreti della comunità.” Fa notare l’esponente di Azione.
“Se esiste una crisi politica, il sindaco la chiarisca. Se è in corso un riequilibrio, lo porti a compimento. Se non ci riesce, “si tiri il rigo” e si torni davanti ai cittadini, evitando alchimie e maggioranze a geometria variabile.” aggiunge Palmacci
“Ma ciò che non è più accettabile è questa sospensione indefinita dell’amministrazione, come se la città potesse andare avanti da sola. Non è così. Governare significa assumersi responsabilità, anche e, direi, soprattutto nei momenti difficili. Il sindaco ha il dovere politico e istituzionale di restituire piena funzionalità all’azione amministrativa. Basta rinvii. Basta silenzi.” Conclude Palmacci


