Un’interrogazione urgente sui servizi cimiteriali del Comune di Terracina è stata presentata dai consiglieri comunali, Pierpaolo Chiumera del Pd e Alessandro Di Tommaso di Progetto Terracina che chiedono chiarimenti sull’autorizzazione al subentro della società SER.CIM nella gestione dell’appalto, dopo la cessione del ramo d’azienda da parte della precedente aggiudicataria Ercolani Group SRLS.
Il documento – protocollato il 4 novembre 2025 – evidenzia numerose criticità nelle procedure che hanno portato all’accettazione della modifica soggettiva del contratto.

Secondo quanto riportato nell’interrogazione, la società SER.CIM sarebbe subentrata nonostante l’assenza di requisiti triennali di fatturato ed esperienza, richiesti espressamente dal disciplinare di gara predisposto dalla SUA della Provincia di Frosinone.
La cooperativa risulta infatti costituita nel giugno 2023, troppo recentemente per soddisfare i parametri di solidità economica e tecnica previsti.
Dubbi su verifiche antimafia e regolarità fiscale
Un ulteriore punto critico, sollevato nell’interrogazione, riguarda il fatto che, al momento della Determinazione Dirigenziale n. 2156 del 31 ottobre 2024, non risultavano ancora conclusi gli accertamenti da parte di:
- Agenzia delle Entrate
- Prefettura di Latina
- Prefettura di Roma
relativi alla regolarità fiscale e antimafia della società subentrante.
Nonostante ciò, l’Amministrazione ha ritenuto comunque “sussistenti i presupposti di fatto e di diritto”, procedendo all’autorizzazione.
Requisiti economici e tecnici non documentati
Dalla documentazione presente agli atti – come richiamato nell’interrogazione – emergerebbe inoltre che SER.CIM:
- non avrebbe documentato il possesso del fatturato globale e specifico richiesto,
- non avrebbe dimostrato esperienze pregresse in servizi cimiteriali analoghi,
- avrebbe prodotto solo un elenco dei 7 operatori già impiegati da Ercolani Group, senza allegare prove sulla reale continuità del ramo d’azienda, come mezzi, attrezzature e contratti trasferiti.
Un altro elemento segnalato riguarda la non univocità della forma giuridica indicata negli atti (“Soc. Coop.” in alcune sedi, “Società Cooperativa Sociale” in altre), circostanza che – secondo i consiglieri – richiederebbe approfondimenti sull’idoneità professionale e sulle registrazioni agli albi competenti.
Le domande poste all’Amministrazione
L’interrogazione chiede al Sindaco, al Presidente del Consiglio e al Segretario Comunale di chiarire:
- Su quali documenti si sia basata la decisione di autorizzare il subentro.
- Se le verifiche antimafia e fiscali siano state completate e con quale esito.
- Se sia stata accertata la reale continuità del ramo d’azienda ceduto.
- Se il subentro possa considerarsi valido per una società priva del requisito triennale.
- Se l’Amministrazione intenda valutare un riesame in autotutela della determina.
- Se sia stato attivato un monitoraggio sulla gestione attuale del servizio.
Un caso amministrativo che apre interrogativi
La vicenda – che riguarda un appalto di rilevanza economica e sociale – riporta l’attenzione sulla trasparenza nella gestione dei servizi pubblici e sul rispetto rigoroso dei requisiti previsti dalle normative sugli appalti.
I consiglieri Chiumera e Di Tommaso, chiedono ora che l’Amministrazione fornisca risposte chiare e documentate, accompagnate da eventuali provvedimenti correttivi.


