E’ stata approvata nella seduta del Consiglio comunale di Terracina del 31 dicembre, convocata in seconda chiamata dopo la mancanza del numero legale il 29 dicembre, la proposta di delibera relativa alla Legge regionale n. 7/2017 sulla rigenerazione urbana, come modificata dalla legge regionale n. 12/2025. Il provvedimento revoca la precedente deliberazione del 2019 e adotta una nuova variante normativa al Piano regolatore generale per l’applicazione dell’articolo 4 sul mutamento di destinazione d’uso.
La delibera è passata con i voti favorevoli della maggioranza e quelli contrari della minoranza presente in Aula, al termine di oltre otto ore di discussione, dopo che il giorno precedente, al termine di più di dieci ore di dibattito, non era stato raggiunto alcun accordo.
Le critiche della minoranza: “Testo frettoloso e senza visione”
Secondo le forze di minoranza, il testo approvato risulta frettoloso, privo di una relazione tecnica adeguata e senza un reale confronto politico, con il rischio di favorire ulteriori interventi edilizi invasivi in un tessuto urbano già compromesso. Vengono citati, tra gli esempi più noti, i casi della ex Pro Infantia e della ex Corafa, oggi al centro di procedimenti giudiziari presso il Tribunale di Latina.
La proposta avanzata dall’opposizione puntava a rinviare l’approvazione per riformulare complessivamente la delibera, garantendo la piena compatibilità con il PRG e i piani attuativi vigenti, e valorizzando il Quadro conoscitivo appena commissionato dal Comune con un investimento di circa 80 mila euro.
Il nodo della legge regionale e della sentenza della Corte Costituzionale
Europa Verde sottolinea come la scelta dell’amministrazione appaia particolarmente grave alla luce della sentenza n. 51 del 18 aprile 2025 della Corte Costituzionale, che ha dichiarato parzialmente illegittima la legge regionale 7/2017, censurando l’articolo 4 per l’eccessiva deroga agli strumenti urbanistici comunali.
La successiva legge regionale 12/2025 aveva affidato ai Comuni la responsabilità di pianificare gli interventi, introducendo anche la possibilità – entro il 30 ottobre 2025 – di escludere o limitare l’applicazione della rigenerazione urbana in aree di particolare pregio storico, paesaggistico o ambientale. Un’opzione che, secondo la minoranza, il Comune di Terracina ha completamente ignorato.
Subiaco (Europa Verde): “Una deregulation senza regole”
Durissimo il commento del consigliere comunale e nazionale di Europa Verde Gabriele Subiaco, che definisce la delibera della giunta di Terracina sulla rigenerazione urbana, una vera e propria “variante di Capodanno”, approvata “in articulo mortis” da un Consiglio comunale dimezzato.
Secondo Subiaco, il provvedimento non pone limiti sostanziali agli interventi, consente cambi di destinazione d’uso ovunque, non tutela la fascia costiera e apre alla trasformazione di alberghi, edifici storici e capannoni in residenze, supermercati o strutture ricettive, anche nei centri storici di Città Alta e Borgo Pio.
Europa Verde denuncia inoltre la bocciatura senza motivazioni politiche degli 11 emendamenti presentati, molti dei quali avevano ricevuto parere favorevole degli uffici e risultano già adottati in altri Comuni.
Lo scontro politico e il cambio di atteggiamento dell’opposizione
Dal punto di vista politico, la minoranza parla di un grave strappo nei rapporti consiliari. Dopo le aperture registrate il 29 dicembre, Fratelli d’Italia e Lega avrebbero cambiato posizione all’ultimo momento, senza fornire spiegazioni.
Subiaco annuncia infine un cambio di strategia: meno lavoro nelle commissioni, giudicate inefficaci, e maggiore attività emendativa direttamente in Aula, per “mettere i consiglieri davanti alle proprie responsabilità pubbliche”.
Un passaggio che segna un ulteriore irrigidimento del clima politico in Consiglio comunale, mentre la città si prepara a fare i conti con gli effetti concreti della nuova disciplina sulla rigenerazione urbana a Terracina.


