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Anzio, “EcoLogica”: arte, ambiente e intelligenza artificiale al secondo Think Tank Art

Di Redazione • • • Notizie

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Villa Sarsina

Nuovi sguardi sul mondo, tra genio naturale e intelligenza artificiale. È questo il filo conduttore della seconda edizione del Think Tank Art di Anzio, affidata alla direzione curatoriale di Gianluca Marziani e costruita attorno al tema “EcoLogica”.

Un progetto che mette in dialogo arte, ambiente, memoria e futuro, attraverso una serie di interventi distribuiti tra il centro storico della città e gli spazi di Villa Sarsina. L’obiettivo è trasformare Anzio in un percorso artistico diffuso, capace di coinvolgere cittadini e visitatori attraverso opere, installazioni e riflessioni sul rapporto tra uomo, natura e tecnologia.

Il titolo “EcoLogica” nasce dalla volontà di unire le riflessioni sull’ecosistema e sulla sua salvaguardia a un pensiero filosofico e poetico. L’arte diventa così partecipazione, connessione e spazio condiviso, con l’ambizione di creare una nuova comunità del dialogo.

Cinque sono le direttrici individuate dal progetto: la carta, intesa come preziosa materia alchemica e sociale; la centralità dell’uomo che governa la tèchne; la parola e il testo come strumenti capaci di trasformare lo sguardo; la memoria archeologica come elemento in grado di creare futuro; e infine l’acqua, indicata come via per costruire nuove forme di sostenibilità.

Il progetto tra città e museo

Il Think Tank Art si sviluppa in due grandi sezioni: “Città”, dedicata agli interventi outdoor nel centro storico di Anzio, e “Museo”, ospitata negli spazi di Villa Sarsina.

La sezione outdoor propone quattro interventi che si intrecciano in diversi punti del centro storico, creando una vera e propria mappatura visiva. L’idea è quella di accompagnare il pubblico attraverso opere capaci di produrre una rivelazione improvvisa, un’immagine o una frase in grado di accendere una riflessione.

A Villa Sarsina, invece, saranno presentati cinque progetti lungo le pareti del grande salone. Negli spazi del museo sarà inoltre proiettato il documentario prodotto da Rai Cultura dedicato a Daniele Sigalot, dal titolo “La gravità del superfluo”.

Daniele Sigalot e le parole che invadono la città

Tra i protagonisti della sezione “Città” c’è Daniele Sigalot, che porterà su alcune facciate del centro storico i suoi stendardi di grandi dimensioni con frasi dal forte impatto poetico.

Sono statement legati al contesto urbano, al tema ecologico e ai giochi di senso che caratterizzano la produzione dell’artista. Parole e immagini diventano così parte integrante dello spazio cittadino, invitando chi attraversa le strade di Anzio a fermarsi e guardare la realtà da una prospettiva diversa.

A Villa Sarsina sarà invece presentata una selezione del ciclo “SUPERFICIAL”, fotografie realizzate in mare aperto nelle quali mani che emergono dall’acqua lanciano nuvole fumogene di diversi colori.

Un omaggio visionario al mare e al Mediterraneo, interpretato attraverso immagini oniriche che trasformano gli arcobaleni gassosi in un messaggio poetico sul futuro e sulla possibilità di un Mediterraneo di pace.

Stefano Trappolini, il dialogo tra persone e pensiero

Anche Stefano Trappolini sarà protagonista del progetto, con le sue Sagome d’Orientamento installate lungo le strade del centro storico.

Le figure, realizzate in scala ambientale e con materiali differenti, entreranno idealmente in dialogo con gli statement di Sigalot, creando una connessione tra il segno umano e la dimensione filosofica.

A Villa Sarsina sarà proposta una selezione di dipinti scelti in relazione con gli interventi urbani. Al centro delle opere c’è la figura umana, interpretata come elemento capace di attraversare le intemperie della materia e le dimensioni emotive del colore.

Antonio Catalani: dal grande quadro alle vetrine dei negozi

Il progetto di Antonio Catalani nasce da una grande opera pittorica realizzata appositamente per il museo. Nel quadro convivono oggetti archeologici, strumenti di pace, simboli universali ed elementi legati al mare, in un racconto che raccoglie alcune delle principali suggestioni della memoria storica di Anzio.

Dal dipinto sono state ricavate circa cinquanta stampe, ognuna riferita a una specifica sezione dell’opera. L’artista è poi intervenuto manualmente su ogni singola stampa, trasformandola in un pezzo unico.

Le opere saranno distribuite nelle vetrine dei negozi della città, creando un rapporto diretto tra arte e vita quotidiana.

L’opera originale sarà invece esposta a Villa Sarsina. Il pubblico potrà così ricostruire l’insieme dal quale sono nati i singoli frammenti disseminati nel tessuto urbano, in un gioco di relazioni tra arte, cittadini e attività commerciali.

Collettivo Boom e la Fortuna di Anzio

Il Collettivo Boom, composto da Giulia Apice, Flavio T. Petricca e Donatella Pinocci, presenta l’opera “Fortuna”, un grande neon destinato agli spazi esterni.

L’installazione riprende la frase latina “DIVA QUAE REGIS”, tratta dall’incipit del Carme 35 del Libro Primo di Orazio e dedicato alla dea Fortuna.

Il riferimento è direttamente collegato ad Anzio e al culto della divinità, venerata nell’antico tempio della città. A distanza di secoli, il verso diventa un messaggio rivolto al futuro, evocando energie poetiche rinnovabili e la possibilità di ripensare la città attraverso una nuova cultura urbana, mantenendo vivo il suo legame con l’antica natura mediterranea.

L’omaggio a Fausto Delle Chiaie

A Villa Sarsina sarà inoltre presentato un omaggio a Fausto Delle Chiaie, a pochi mesi dalla scomparsa dell’artista urbano, attraverso la Collezione Giuseppe Barone.

Delle Chiaie ha operato per oltre quarant’anni nel cuore della Roma storica, in particolare nell’area di Piazza Augusto Imperatore, trasformando lo spazio urbano in un laboratorio permanente di arte, ironia e poesia.

Le sue celebri “poesie tascabili” nascevano dal riuso di materiali trovati per strada: oggetti abbandonati, frammenti, scarti e materiali apparentemente privi di valore venivano trasformati dall’artista in piccole opere.

Il titolo diventava parte essenziale dell’opera, la chiave concettuale capace di attribuire un nuovo significato al frammento recuperato.

La sua esperienza rappresenta una delle espressioni più radicali di un’arte povera soltanto nell’apparenza, ma ricca di senso, intelligenza e partecipazione. Opere realizzate con materiali di scarto venivano poi esposte all’aperto e vendute a prezzi popolari, creando un rapporto diretto tra artista, opera e pubblico.

Caterina Giglio e la metamorfosi dei viventi

Completa il percorso a Villa Sarsina Caterina Giglio, con una pittura popolata da corpi fluttuanti, ondivaghi ed empatici.

Figure che si allungano verso il soffitto come alberi, corpi dai capelli amazzonici e forme in continua trasformazione costruiscono una sorta di danza ispirata alla dimensione matissiana, nella quale i viventi diventano parte di una metamorfosi permanente.

La pittura di Giglio introduce così nel progetto una dimensione favolistica ed edenica. Un’immagine del pianeta come luogo di rifugio, bellezza ed empatia, nel quale abbandonarsi alla poesia e alla condivisione.

È la dimensione più visionaria di “EcoLogica”, quella che invita a immaginare un futuro possibile attraverso la bellezza e il rapporto profondo tra esseri umani, natura e ambiente.

Il secondo Think Tank Art di Anzio si configura dunque come un percorso diffuso nel quale museo e città diventano parti di un’unica esperienza. Le opere non sono semplicemente collocate negli spazi urbani e museali, ma costruiscono relazioni tra luoghi, persone, memoria e futuro, trasformando l’arte in uno strumento per interrogare il presente e immaginare nuovi modi di abitare il mondo.

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