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Frosinone

Trasporto pubblico Lazio, partenza tra caos e proteste: tagli alle corse e disagi in tutta la regione

Di Eugenio Siracusa • • Prima pagina

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Doveva rappresentare il primo passo verso un trasporto pubblico locale più moderno, integrato ed efficiente. Invece, il debutto della riorganizzazione delle Unità di Rete (UdR), entrata in vigore il 1° luglio, è stato accompagnato da proteste diffuse, polemiche e numerose segnalazioni di disservizi in gran parte del Lazio.

Da Latina a Velletri, passando per Ardea, Pomezia, Nettuno, Sezze, Rieti e diversi comuni della provincia di Frosinone, cittadini, pendolari e amministratori denunciano tagli alle corse, collegamenti ridotti e una comunicazione ritenuta insufficiente.

Una riforma nata per razionalizzare il servizio

La riorganizzazione del Trasporto Pubblico Locale nasce dall’obbligo di affidare ai gestori privati circa il 10% della produzione chilometrica finora svolta da Cotral.

Con il nuovo modello, la Regione Lazio ha suddiviso il territorio in grandi Unità di Rete, coordinate da Astral, con l’obiettivo di superare la frammentazione dei servizi comunali, eliminare le sovrapposizioni e garantire un’offerta più uniforme.

A regime, la riforma punta a migliorare coincidenze, integrazione tra linee e qualità del servizio.

L’avvio, però, racconta una realtà molto diversa.

Confusione su orari, percorsi e abbonamenti

Le principali criticità riguardano il passaggio delle linee da Cotral ai nuovi gestori privati.

Molti utenti lamentano difficoltà nel reperire informazioni aggiornate sugli orari, modifiche improvvise dei percorsi, coincidenze saltate e dubbi sulla validità degli abbonamenti acquistati prima della riforma.

Nonostante la Regione abbia previsto una fase transitoria per consentire l’utilizzo dei vecchi titoli di viaggio, molti pendolari denunciano di non aver ricevuto indicazioni chiare sulle modalità di utilizzo del nuovo servizio.

Tagli alle corse e collegamenti ridotti

Il tema che accomuna praticamente tutti i territori è la riduzione delle corse. In numerosi comuni sono stati eliminati collegamenti interni e ridotte le tratte verso stazioni ferroviarie, poli scolastici e principali servizi pubblici.

Una situazione che ha provocato le prime richieste di intervento rivolte direttamente alla Regione Lazio e ad Astral.

Prima ancora dell’avvio della riforma, da via della Pisana erano arrivate rassicurazioni sulla possibilità di introdurre correttivi già nel corso del mese di luglio, recependo le criticità segnalate dai territori.

Sezze: “Modifiche devastanti”

Tra le prese di posizione più dure c’è quella del movimento Setiam, che definisce “devastanti” le modifiche introdotte nel servizio urbano.

Secondo il gruppo sono state eliminate le corse serali da e per la stazione ferroviaria e ridotti i collegamenti con alcune zone della città, modifiche che incidono direttamente sulla vita quotidiana di studenti, lavoratori e famiglie.

Setiam chiede il ripristino immediato delle corse soppresse e invita il sindaco a promuovere un fronte comune con cittadini, pendolari, associazioni e sindacati per ottenere una revisione del nuovo piano.

Ardea: quartieri senza autobus e Comune nel mirino

Ad Ardea le critiche arrivano dal Partito Democratico, che accusa l’Amministrazione comunale di non aver adeguatamente informato la cittadinanza sull’entrata in vigore del nuovo servizio.

Secondo il PD, il nuovo assetto, articolato sulle linee AR1, AR2 e AR3, lascia completamente privi di collegamenti quartieri come Castagnetta, Banditella, Pian di Frasso, Pescarella e Torre Bruna.

La riduzione delle linee, sostengono i democratici, rischia inoltre di diminuire ulteriormente la frequenza delle corse, rendendo il trasporto pubblico poco competitivo rispetto all’uso dell’automobile.

Pomezia: “I pendolari fanno da collaudatori”

Anche a Pomezia non mancano le polemiche.

Il Movimento 5 Stelle sottolinea come il Comune abbia parlato di una fase di “assestamento e monitoraggio”, invitando i cittadini a segnalare eventuali problemi.

Una posizione che, secondo gli esponenti pentastellati, scaricherebbe sugli utenti il compito di testare un servizio essenziale.

Critiche arrivano anche dalla consigliera Eleonora Napolitano, che evidenzia le prime criticità emerse con la pubblicazione degli orari della nuova Unità di Rete “Litorale Sud”.

Tra i problemi segnalati figurano lunghe attese tra una corsa e l’altra, l’assenza di collegamenti il sabato mattina verso alcune destinazioni, prime partenze giudicate troppo tardive per studenti e lavoratori e ultime corse serali considerate insufficienti, soprattutto durante la stagione estiva.

Secondo Napolitano, inoltre, il nuovo piano non garantirebbe coincidenze efficaci con la stazione ferroviaria di Santa Palomba.

Per il Partito Democratico di Pomezia “Dopo tre anni di rinvii e silenzio istituzionale, la Regione ha accelerato l’iter del cambio di gestione del TPL senza aprire un vero confronto con i territori e senza coinvolgere i Comuni nella definizione dei servizi necessari a rispondere alle esigenze dei cittadini.”

Secondo i Dem “Pomezia subirà tagli significativi, con una riduzione delle corse, in particolare nelle fasce mattutine e lungo le direttrici verso la stazione di Santa Palomba, nodo fondamentale per studenti e pendolari. Inoltre, ad oggi, è ancora difficile reperire informazioni certe sul mantenimento delle fermate nel quartiere Roma 2 e nelle aree più periferiche della città.”

“Per queste ragioni chiediamo al Comune di uscire dal silenzio. Non può bastare un post su Facebook per affrontare un tema così rilevante per migliaia di cittadini. È necessario convocare con urgenza una Commissione Trasporti aperta al confronto con tutte le forze politiche, per fare chiarezza sul nuovo assetto del servizio, verificare l’entità dei tagli e condividere le azioni necessarie a tutelare il diritto alla mobilità dei cittadini di Pomezia.” Afferma il Partito Democratico di Pomezia.

Proteste in tutta la regione

Le contestazioni non riguardano soltanto il litorale romano.

Segnalazioni di criticità sono arrivate anche da Latina, Velletri, Nettuno, Rieti e dalla provincia di Frosinone, dove amministratori locali e cittadini chiedono una rapida revisione del servizio.

Il timore condiviso è che la riforma, nata con l’obiettivo di rendere il trasporto pubblico più efficiente e integrato, abbia invece prodotto una riduzione dell’offerta proprio nei territori che maggiormente dipendono dagli autobus per raggiungere scuole, luoghi di lavoro e stazioni ferroviarie.

Astral e Regione al lavoro sui correttivi

Dalla Regione Lazio e da Astral, già nei giorni precedenti all’entrata in vigore del nuovo sistema, era arrivata la disponibilità a monitorare il servizio e a introdurre modifiche già nel corso del mese di luglio sulla base delle segnalazioni provenienti dai Comuni.

Resta ora da capire se i correttivi annunciati saranno sufficienti a rispondere alle esigenze dei territori e a ridurre i disagi emersi fin dal primo giorno di applicazione della riforma.

Per il momento, il debutto delle Unità di Rete è stato segnato più dalle proteste che dai benefici attesi, con cittadini e pendolari che chiedono un servizio realmente in grado di garantire il diritto alla mobilità.

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