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Pomezia

Pomezia, Napolitano attacca sul trasporto pubblico: “Il diritto alla mobilità non può dipendere dall’auto”

Di Eugenio Siracusa • • • Prima pagina

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Il nuovo orario invernale del trasporto pubblico locale entra in vigore e a Pomezia si apre il confronto politico sulle modalità con cui il servizio dovrà garantire la mobilità di cittadini e pendolari. A sollevare il tema è Eleonora Napolitano, che si rivolge direttamente alla sindaca chiedendo all’Amministrazione comunale di fare chiarezza sulle criticità che, secondo la sua analisi degli orari, emergerebbero nel nuovo assetto.

Al centro della lettera aperta c’è una domanda: come intende il Comune tutelare il diritto a muoversi delle cittadine e dei cittadini di Pomezia?

Il nuovo orario invernale del trasporto pubblico locale entra in vigore e a Pomezia si apre il confronto politico sulle modalità con cui il servizio dovrà garantire la mobilità di cittadini e pendolari. A sollevare il tema è Eleonora Napolitano, che si rivolge direttamente alla sindaca chiedendo all’Amministrazione comunale di fare chiarezza sulle criticità che, secondo la sua analisi degli orari, emergerebbero nel nuovo assetto.

Al centro della lettera aperta c’è una domanda: come intende il Comune tutelare il diritto a muoversi delle cittadine e dei cittadini di Pomezia?

Eleonora Napolitano

Napolitano parte da una considerazione più generale: il trasporto pubblico, sostiene, non può essere considerato soltanto una questione tecnica legata ad autobus e orari. «Muoversi è libertà – scrive – e il trasporto pubblico è una delle condizioni materiali che rendono quella libertà realmente accessibile».

Da qui la richiesta alla sindaca di spiegare pubblicamente come l’Amministrazione stia gestendo, insieme ad ASTRAL e agli altri soggetti coinvolti, le problematiche legate al nuovo servizio.

“Cosa accadrà la domenica?”

Uno dei primi interrogativi riguarda il servizio festivo. Secondo Napolitano, dagli orari pubblicati non emergerebbe una fascia specificamente dedicata alla domenica.

«Questa assenza – osserva – significa lasciare senza servizio un’intera rete proprio nel giorno in cui continuano a esistere esigenze di mobilità: lavoro, salute, relazioni familiari, socialità, rientri e spostamenti».

Altro punto critico individuato nella lettera è quello dei collegamenti con la stazione ferroviaria, soprattutto nella giornata di sabato. Le linee considerate fondamentali per raggiungere la ferrovia, secondo Napolitano, presenterebbero riduzioni e intervalli molto ampi.

La domanda posta all’Amministrazione è quindi quella delle coincidenze: come si possono garantire collegamenti effettivamente funzionali tra autobus e treni se gli orari non consentono una reale continuità del viaggio?

Una questione che, sottolinea Napolitano, sarebbe già stata oggetto di confronto con l’Amministrazione.

Le periferie e il collegamento con Tor San Lorenzo

La lettera punta quindi l’attenzione sulle zone periferiche, dove il trasporto pubblico dovrebbe rappresentare uno strumento fondamentale per ridurre le disuguaglianze territoriali.

Tra i casi indicati c’è il collegamento verso Tor San Lorenzo e Ardea. Secondo l’analisi degli orari effettuata da Napolitano, le corse che proseguono effettivamente oltre Pomezia apparirebbero già limitate nei giorni feriali, mentre per gli orari del sabato esaminati non risulterebbero corse dirette verso quell’estensione.

«Questo quadro ci dice che il diritto alla mobilità cambia a seconda della zona nella quale si vive e non può essere così», sostiene.

Altri interrogativi riguardano le prime corse del mattino, che in alcune linee partirebbero quando una parte degli utenti dovrebbe già essere a scuola o al lavoro, e la copertura delle fasce serali, ritenuta insufficiente.

“Sulla carta un servizio, nella realtà persone costrette a usare l’auto”

Per Napolitano, il problema non può essere affrontato limitandosi a verificare l’esistenza formale del servizio.

«Perché una rete di trasporto pubblico sia davvero utile non basta che esista, deve essere utilizzabile», scrive nella lettera.

Il rischio, secondo l’esponente politica, è che le carenze del servizio finiscano per costringere le persone a utilizzare l’automobile, a dipendere da familiari e conoscenti oppure, nei casi più estremi, a rinunciare agli spostamenti.

Una questione che Napolitano definisce apertamente politica, perché l’Amministrazione dovrebbe verificare l’adeguatezza del servizio sul territorio e rappresentare nei confronti dei soggetti competenti le esigenze della comunità.

L’appello alla sindaca: “Chiarezza”

Da qui l’appello finale alla sindaca di Pomezia. Napolitano chiede di sapere quali interlocuzioni siano già state avviate con ASTRAL e, soprattutto, quali garanzie siano state richieste per evitare che il nuovo sistema lasci indietro le persone che maggiormente dipendono dal trasporto pubblico.

«Non le chiedo di promettere ciò che non dipende direttamente dal Comune – precisa – Chiedo qualcosa di molto più semplice e, allo stesso tempo, molto più importante: chiarezza».

Secondo Napolitano, quando cambia un servizio essenziale i cittadini hanno diritto di sapere «chi sta facendo cosa, quali problemi sono stati individuati e quali soluzioni si stanno cercando».

La conclusione è un richiamo al valore sociale della mobilità: «Il diritto alla mobilità non è un privilegio per chi possiede un’automobile».

E l’ultimo messaggio rivolto all’Amministrazione è altrettanto netto: «Una città che lascia le persone senza possibilità di muoversi è una città che, poco alla volta, lascia indietro le persone. Su questo, credo che Pomezia meriti risposte».

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