L’elezione del CDA della Banca Popolare del Lazio si terrà a voto segreto. Lo ha deciso il Tribunale di Roma, accogliendo il ricorso d’urgenza ai sensi dell’articolo 700 promosso dall’associazione SIBPL.
Sgomberato quindi il campo da possibili condizionamenti che erano stati evocati dall’avv. Ficcardi, presidente di SIBPL.
“Oggi è una giornata storica per tutti i soci della Banca Popolare del Lazio”, ha detto Ficcardi.

“Il Tribunale di Roma ha accolto il ricorso promosso anche dalla nostra associazione SocInsieme, riconoscendo la fondatezza della nostra battaglia: il voto deve essere libero da condizionamenti.”
Nell’ordinanza emessa oggi, 24 aprile 2026, il giudice ha stabilito che anche la votazione preliminare sulle modalità di voto dovrà avvenire a scrutinio segreto, quando riguarda il rinnovo delle cariche sociali ed è tutelato il diritto fondamentale del socio alla libera e genuina espressione del voto.
Il giudice, accogliendo il ricorso, ha anche condannato la Banca Popolare del Lazio al pagamento delle spese, per oltre 10.860 euro, oltre accessori.
“Questa decisione conferma ciò che abbiamo sempre sostenuto: la trasparenza non è controllo sul voto, ma libertà di scelta senza pressioni”, prosegue l’avvocato Ficcardi.
“Tutti i soci potranno votare con maggiore serenità, senza timori, senza condizionamenti, nel pieno rispetto dei principi cooperativi”, ha concluso il Presidente di SocInsiemeBPL.
Si chiude a questo punto il braccio di ferro tra l’associazione e i vertici della BPL, che ora si dovranno confrontare nell’assemblea del 26 aprile insieme a tutti i soci e decidere quale sarà la governance che dovrà guidare la Popolare del Lazio.






