Con lo slogan «Assicurati un guadagno per la vita», veniva presentato il DT Coin, una moneta virtuale che prometteva rendimenti dal 5 al 12% e un valore garantito dapprima dai diamanti, poi dal commercio dei Big Data, ma che dietro quelle promesse si nascondeva però, secondo la Procura di Spoleto, una truffa finanziaria legate alle criptovalute, tra le più grandi mai scoperte in Italia.
L’indagine, condotta dal procuratore capo Claudio Cicchella e dai sostituti Michela Petrini e Roberta Del Giudice, ha ricostruito un meccanismo che tra il 2019 e il 2023 avrebbe raggirato oltre 30mila persone in tutto il mondo, generando profitti illeciti per 36 milioni di euro.
Sono 25 gli indagati, tra i quali figura Daniele Marinelli, informatico romano residente a Cascia, ritenuto il promotore e il gestore dell’intero sistema.
Un ecosistema virtuale per una truffa reale
Secondo gli inquirenti, attraverso una rete di società con sede in Italia, Inghilterra e Malta, Marinelli avrebbe costruito un vero e proprio “ecosistema digitale” composto da siti web, app e canali Telegram per promuovere l’acquisto dei token DT Coin.
Il valore delle monete, secondo la promozione, era destinato ad aumentare e poteva essere convertito in denaro reale.
Nella realtà, nessun investitore sarebbe mai riuscito a riscattare i propri fondi, come confermato dalle denunce presentate da una ventina di risparmiatori truffati.
Le somme raccolte, invece, sarebbero finite su conti correnti riconducibili a soci e dirigenti delle società coinvolte, che avrebbero poi reinvestito i guadagni in auto di lusso, immobili, barche e criptovalute.
Per la Procura, il sistema aveva le caratteristiche di un classico schema piramidale.
Il ruolo del SITI e la tutela degli investitori
A tutelare gli investitori danneggiati è il SITI – Sindacato Italiano per la Tutela dell’Investimento e del Risparmio, che ha annunciato la prosecuzione della propria iniziativa di tutela collettiva nei confronti di Daniele Marinelli e delle società collegate, tra cui DTSocialize Holding Plc, DTSocialize LTD e SPM Srl, operanti sotto il marchio Ushare.
Il SITI aveva già ottenuto una vittoria legale presso il Tribunale Ordinario di Milano, Prima Sezione Civile, che il 10 dicembre 2024 ha rigettato il reclamo presentato dalle tre società, riconoscendo la piena legittimità dell’azione del sindacato a tutela dei possessori di DTCircle Token, DT Coin e Utake Token.
Le società, inoltre, sono state condannate in solido al pagamento delle spese legali.
Come aderire alla tutela collettiva
L’iniziativa del SITI resta aperta a tutti i possessori insoddisfatti di token distribuiti sotto il marchio Ushare, che possono aderire tramite:
- il sito dedicato www.usharedtcoin.wordpress.com
- il portale ufficiale www.sindacatositi.it
- la chat Telegram UshareSOS
Le prossime mosse della magistratura
Con la chiusura delle indagini preliminari, la Procura di Spoleto si prepara ora a richiedere il rinvio a giudizio per i 25 indagati, che dovranno rispondere – a vario titolo – di truffa aggravata, abusivismo finanziario, autoriciclaggio e appropriazione indebita.
Un’inchiesta che potrebbe diventare un caso giudiziario di riferimento per le truffe legate al mondo delle criptovalute in Italia.


