Il sentiero CAI 501, che va da Frascati alla croce del Tuscolo, è uno dei percorsi piĂ¹ affascinanti dei Castelli Romani perchĂ© a panorami mozzafiato unisce le piĂ¹ interessanti tracce del passato che vanno dalla CiviltĂ Latina, con i resti dell’antico villaggio di Tusculum, al Rinascimento con Villa Falconieri, Villa Mondragone e l’eremo di Camaldoli. Il sentiero archeologico del Tuscolo.
Le Ville tuscolane e l’Eremo
Il nostro percorso parte dal bivio di via del Tuscolo con viale Borromini, percorrendo questa strada in direzione di Villa Falconieri che è la piĂ¹ antica tra le ville tuscolane (e forse anche la piĂ¹ bella), in quanto fu costruita nel 1548 da monsignor Alessandro Rufini e, per questo motivo, la residenza era conosciuta come Villa Rufina.

Dopo una serie di passaggi di proprietĂ , nel 1628 la villa viene acquistata da Orazio Falconieri che commissiona a Francesco Borromini il restauro completo della sua residenza di campagna.
All’interno del palazzo è possibile ammirare gli affreschi, tra gli altri, di Pier Leone Ghezzi, Carlo Maratta e Francesco Grimaldi. Il parco è costituito da splendidi giardini, con un piccolo lago circondato da cipressi.
Dal 2016 la villa è concessa in uso all’Accademia Vivarium Novum.

Si procede lungo il muro di cinta di Villa Falconieri fino a raggiungere la Madonnella di Villa Mondragone che è la piĂ¹ grande tra le ville tuscolane, circondata da uno splendido parco di 18 ettari.
Dopo essere stata di proprietĂ degli Altemps per quasi cinquant’anni, nel 1613 la villa passĂ² al cardinale Scipione Borghese e, per lui, l’architetto Giovanni Vasanzio inglobĂ² il Casino Altemps in una costruzione ben piĂ¹ grandiosa che collegĂ², attraverso una galleria, alla Retirata, creando un vasto cortile interno.
A questo spazio, l’architetto affiancĂ² l’ampio giardino all’italiana, concluso a valle da un portico e a monte dal teatro delle acque. Dal 1981 la villa è proprietĂ dall’UniversitĂ degli Studi di Roma Tor Vergata.

Noi voltiamo a destra e attraversata la strada provinciale del Tuscolo, si raggiunge l’eremo di Camaldoli: luogo di rigorosa clausura non accessibile alle donne.
Questo luogo di culto fu edificato nei primi anni del XVII secolo e la consacrazione della chiesa fu celebrata nel 1660 dal Cardinale Aldobrandini.
L’evento si ricorda perché fu l’unica occasione in cui venne momentaneamente interrotta la tradizionale clausura per ospitare la visita della regina Cristina di Svezia, che aveva patrocinato gli scavi archeologici dell’antica Tuscolo.
Giunti al bivio con il sentiero CAI 502, proveniente da Monte Porzio Catone, si volta a destra e percorsi 300 metri, si giunge all’area archeologica del Tuscolo.

Il Parco Archeologico del Tuscolo
Questo parco è un luogo unico, a due passi da Roma, dove natura e storia formano un meraviglioso scenario.
Il monumento piĂ¹ conosciuto dell’area archeologica è il teatro romano, costruito nel I secolo a.C. ai piedi dell’acropoli e posizionato di fronte al foro cittadino.

Le gradinate inferiori della cavea si appoggiano su di un piccolo colle, mentre le gradinate superiori, ormai distrutte, si appoggiavano a delle sostruzioni.
Dopo anni di abbandono, oggi il teatro romano è diventato la location prestigiosa per spettacoli ed eventi culturali, in un contesto ambientale tra i piĂ¹ affascinanti dei Castelli Romani.
Superata l’area del teatro, si sale verso destra e si arriva immediatamente sotto la grande croce che segna la cima del Monte Tuscolo.

Si tratta del punto piĂ¹ alto (quota metri 670) e panoramico del nostro percorso da dove è possibile osservare: Monte Salomone (metri 773), Maschio d’Ariano (metri 891), Maschio delle Faete (metri 956), Monte Fiore (metri 772), Colle Iano (metri 938) e Monte Cavo (metri 949).
La cima del Monte Tuscolo è circondata da ruderi di epoca romana, come le vestigia del tempio di Castore e Polluce, e da mura medievali, come i resti della grande abitazione dei conti di Tuscolo che tra il X e l’XI secolo dominarono su Roma e su tutto il territorio dei Colli Albani.
Il ritorno è previsto lungo lo stesso percorso. Giunti all’incrocio con il sentiero CAI 502, sarà possibile, in alternativa, raggiungere gli abitati di Monte Porzio Catone (CAI 502), Monte Compatri (CAI 502a/503) e Rocca Priora (CAI 503).





