La Segreteria Provinciale di UGL Salute Frosinone, guidata dalla segretaria provinciale Rosa Roccatani, ha inviato una formale nota di diffida e segnalazione all’ASL di Frosinone, al Direttore Generale, al Collegio Sindacale, al Responsabile della Prevenzione della Corruzione e della Trasparenza (RPCT) e alla Procura Regionale della Corte dei Conti per il Lazio.
Al centro del documento vi sono le criticità legate alle esternalizzazioni dell’ASL Frosinone, al monitoraggio dei fondi del PNRR e alla verifica della legittimità degli incentivi per le funzioni tecniche previsti dal Decreto Legislativo 36/2023.
“Costi elevati senza miglioramento dei servizi”
Secondo il sindacato, il crescente ricorso all’esternalizzazione di servizi sanitari essenziali, in particolare nell’ambito della medicina d’urgenza, starebbe delineando un modello organizzativo che comporta costi significativi per la collettività senza produrre un effettivo miglioramento degli standard assistenziali.
Nella nota viene richiamato, a titolo esemplificativo, il caso di una liquidazione pari a 116mila euro destinata a un dirigente per attività svolte nei mesi di ottobre e novembre 2022.
Per UGL Salute, il persistere di fenomeni come il boarding nei Pronto Soccorso e la cronica carenza di personale in reparti strategici rappresenterebbe la dimostrazione delle difficoltà del sistema e della necessità di rafforzare la gestione pubblica dei servizi sanitari.
Il nodo degli incentivi tecnici
Un passaggio centrale della segnalazione riguarda gli incentivi per le funzioni tecniche previsti dal nuovo Codice degli Appalti.
Il sindacato evidenzia la necessità di evitare che il ricorso a gare, appalti e proroghe tecniche possa trasformarsi in un presupposto per l’erogazione di premi incentivanti alla dirigenza, in assenza di un reale miglioramento dei servizi offerti ai cittadini.
Per questo motivo UGL Salute chiede al “Collegio Sindacale della ASL di Frosinone e alla Procura della Corte dei Conti di verificare la coerenza dei flussi finanziari e la corretta applicazione delle norme, accertando che la gestione contrattuale non prevalga sulla missione assistenziale del servizio sanitario pubblico.”
La richiesta di controlli e monitoraggi
Nella diffida, il sindacato invita inoltre la Regione Lazio a verificare il reale fabbisogno di personale e di servizi sanitari sul territorio, evidenziando il rischio che eventuali vuoti di organico possano favorire ulteriori esternalizzazioni.
“Restituire centralità alla salute e alle cure dei cittadini è un obbligo e non può essere trattata come una variabile d’appalto”, sottolinea la segretaria provinciale, Rosa Roccatani.
UGL Salute chiede quindi un attento monitoraggio sulla legittimità delle determinazioni adottate e sulle procedure già segnalate agli organi competenti.
“Non arretreremo nella tutela dei cittadini e dei lavoratori”
La nota si conclude con una presa di posizione netta da parte dell’organizzazione sindacale, che annuncia la volontà di proseguire nell’attività di vigilanza sulla gestione delle risorse pubbliche destinate alla sanità.
“La UGL Salute non arretrerà di un passo nel denunciare ogni distorsione che gravi sulle tasche dei contribuenti e sulla dignità dei lavoratori”, afferma Roccatani, con la riserva di intraprendere ulteriori iniziative nelle sedi competenti qualora emergano ulteriori criticità.








