Reinternalizzare i servizi sanitari non è solo una scelta economica, ma un atto dovuto a tutela dei lavoratori, del bilancio pubblico e dello sviluppo del Paese. È quanto sostiene la segretaria provinciale fi Frosinone, di UGL Salute, Rosa Roccatani, che interviene sul tema dei costi legati all’assistenza domiciliare.
Secondo i dati forniti dal sindacato, nei primi due trimestri del 2025 – esclusi i servizi di emodialisi, riabilitazione e hospice domiciliare – la spesa per l’assistenza domiciliare si sarebbe attestata a circa 5,28 milioni di euro.
“Facendo un calcolo dello speso – spiega la Roccatani – con quelle risorse si sarebbero potuti assumere 200 infermieri e 60 medici a tempo pieno. Una scelta che non solo avrebbe garantito un servizio efficiente, ma anche una retribuzione conforme al contratto nazionale della sanità, a differenza di quanto accade oggi con i professionisti impiegati dalle ditte esterne, spesso con contratti part-time e condizioni meno tutelate”.
L’Ugl evidenzia come l’esternalizzazione dei servizi sanitari generi non solo maggiori costi per il sistema, ma anche “un esercito di lavoratori poveri”.
“L’UGL Salute – conclude Roccatani – auspica che si proceda con decisione alla reinternalizzazione dei servizi sanitari, che significherebbe meno sprechi, più efficienza, migliori condizioni di lavoro e un beneficio concreto per l’economia del territorio e del Paese”.







