Valle del Sacco al centro del nuovo report di ARPA Lazio, che fotografa lo stato ambientale dell’area aggiornato al 2024. Lo studio, intitolato “La valle del fiume Sacco. Uno studio ambientale”, analizza le matrici aria, acqua e suolo, evidenziando un quadro ancora caratterizzato da numerose criticità, nonostante alcuni segnali di miglioramento. Il documento è stato pubblicato dall’Agenzia regionale per la protezione ambientale del Lazio e raccoglie i risultati delle attività di monitoraggio condotte sul territorio.
scarica il report qui https://www.arpalazio.it/documents/20124/c5ff208b-ffc3-a014-4cbb-0626ff9b696c
Acque: qualità ecologica ancora insufficiente
Il report evidenzia che le analisi biologiche e chimiche sugli ecosistemi acquatici continuano a mostrare una scarsa qualità ecologica dei corpi idrici, attribuita principalmente agli scarichi urbani e al dilavamento delle aree agricole.
Particolarmente critica è la situazione del tratto del fiume Sacco che attraversa la provincia di Frosinone, dove permane una contaminazione cronica da esaclorocicloesano (HCH). Lo stato chimico delle acque risulta inoltre compromesso dalla presenza di altre sostanze inquinanti, tra cui pesticidi e composti perfluoroalchilici (PFAS).
Secondo ARPA Lazio, il recupero della qualità delle acque richiede interventi sulla gestione delle reti di collettamento, politiche agricole più sostenibili, soprattutto nelle Zone Vulnerabili ai Nitrati (ZVN), e piani di monitoraggio e risanamento finalizzati alla riduzione dell’inquinamento cronico.
Qualità dell’aria: miglioramenti, ma i livelli restano elevati
Anche sul fronte della qualità dell’aria, la Valle del Sacco continua a rappresentare una delle aree più critiche del Lazio.
Pur registrando un andamento in miglioramento negli ultimi anni, i livelli di PM10, PM2,5 e biossido di azoto (NO₂) restano elevati. Le centraline di monitoraggio continuano infatti a registrare valori prossimi o superiori ai limiti di legge, con frequenti superamenti del limite giornaliero previsto per il PM10.
Il report sottolinea inoltre che, alla luce dei nuovi obiettivi fissati dalla direttiva europea 2024/2881 sulla qualità dell’aria, le tendenze osservate nel 2024 non appaiono sufficienti a garantire il raggiungimento dei futuri standard ambientali.
Suoli e falde: monitoraggio nel SIN del Bacino del Fiume Sacco
Le attività di controllo svolte nei siti interessati dai procedimenti di bonifica all’interno del SIN Bacino del Fiume Sacco hanno evidenziato frequenti superamenti dei limiti di legge per alcuni metalli e metalloidi nelle matrici ambientali.
Secondo ARPA Lazio, nella maggior parte dei casi tali concentrazioni sembrano essere riconducibili alle caratteristiche geologiche e idrogeologiche del territorio. Rimane però significativa anche la presenza di solventi clorurati nelle acque sotterranee, per i quali vengono indicati interventi di bonifica specifici, come il biorisanamento mediante batteri dealogenanti.
Il report ARPA Lazio
Il documento “La valle del fiume Sacco. Uno studio ambientale” offre un quadro aggiornato dello stato delle matrici ambientali al 2024 e rappresenta uno strumento di riferimento per il monitoraggio del territorio e la programmazione degli interventi di risanamento.





