Nel giorno dedicato alla lotta contro la violenza sulle donne, le associazioni e le cittadine veliterne hanno trasformato la memoria in azione concreta: 600 firme sono state raccolte e depositate al Protocollo del Comune di Velletri per chiedere la riapertura del Punto di ascolto antiviolenza “Marinella”, attivo fino a dicembre 2023 e poi chiuso dall’amministrazione Cascella.
La decisione del Comune di spostare le risorse verso i sportelli attivi presso il Tribunale di Velletri non ha convinto la rete di donne, attiviste e cittadine che da mesi si mobilitano per ripristinare un presidio definito “indispensabile” per il territorio.
Una richiesta che nasce dal basso
La raccolta firme — tutte autenticate — rappresenta secondo le promotrici “la voce di un’intera comunità che non vuole lasciare sole le donne in difficoltà”.
Dietro ogni firma c’è infatti la consapevolezza che un servizio come il Punto Marinella può fare la differenza tra silenzio e protezione, tra isolamento e possibilità di uscire da percorsi di violenza.
Una memoria che chiede responsabilità
Da inizio anno, i video pubblicati quotidianamente dalle associazioni, con i nomi delle donne uccise nel 2025, ricordano a tutti l’urgenza del tema.
«Ogni vita spezzata porta con sé una storia di sopraffazione che riguarda anche noi» spiegano le promotrici della petizione.
Per rendere visibile questa necessità, le donne veliterne hanno legato pezzi di stoffa colorata alle inferriate del Palazzo comunale: un gesto simbolico diventato un appello alla politica e all’amministrazione affinché assumano pienamente la responsabilità di garantire strumenti di tutela reali e accessibili.
Un presidio da ricostruire
Il Punto di ascolto “Marinella” era considerato da operatrici e utenti un riferimento fondamentale: uno spazio sicuro dove trovare ascolto, orientamento, supporto psicologico e legale.
La sua chiusura, avvenuta a fine 2023, ha lasciato un vuoto che la cittadinanza oggi chiede con forza di colmare.
La petizione è ora nelle mani dell’amministrazione comunale, chiamata a decidere se accogliere la richiesta di centinaia di cittadini o proseguire con il modello di servizio scelto nell’ultimo anno.


